Pescatori di inquilini
Di grida represse
di pensieri scalzi
di infide lavatrici
di cinture e bastoni
traboccano
i palazzi
come le reti dei trabucchi
singhiozzano
sangue di pesci
dall’Adriatico ai bastioni
di una periferia disoccupata.
Di grida represse
di pensieri scalzi
di infide lavatrici
di cinture e bastoni
traboccano
i palazzi
come le reti dei trabucchi
singhiozzano
sangue di pesci
dall’Adriatico ai bastioni
di una periferia disoccupata.
Come un grande amico di quelli sporadici come i crateri terrestri come una foglia di fica che reinventa il mito dell’impudicizia come delitto Saturno, donna poliandrica, galleggia dalle parti dei corpi grossi, centro di raccolta e rodaggio infilata in tanti anelli, tanti quanti sono i suoi amanti.
Lavaggio di pensieri già asciutti in acqua tiepida. com’è calda la piazza della tua pelle è feroce la scottatura bruciatura di lacrimogeno individuato il soggetto sbaragliato l’umano procediamo all’arresto dell’ossigeno.
Io sono stato dove tu m’hai lasciato imbevuto zuppo esausto di liquore Non ricordo più il colore Non ricordo più come gli girava in quell’istante Forse affogavo nel sudore freddo O forse raffreddavo la luce del lampione cangiante Io sono morto dove lei m’ha pugnalato il viso sfregiato, sfitto, scomposto dal gioco Non ricordo più…
Abbiamo mischiato le nostre pozioni magiche di gioia infinita con gli acidi degli alcolici che avevamo detto di odiare. L’effetto è un decollo verso Urano, verso casa seguito da schianto in petrolio come gabbiano senza madre, senza patria. E poi la risalita: è la magia delle pozioni dolciamare: un effimera ripresa di bene per ritornare…
Le nubi non sono applicazioni che puoi spostarle con le dita per cambiare il panorama La morte non è disconnessione che puoi resuscitare quando la noia contro ti rema Le puttane per la strada che puoi aprirle come il filmato di un sito non sono carne rosa senz’animo d’afflato E s’infilzano i tuoi peli…
Voglio rotolarmi nel fango, nelle viscere dei prati, delle nevi, nelle ombre snervanti, nei fiumi fatati Voglio essere sporco. Voglio sporcarmi di liquore e navigarci con te dentro, appiccoso, appicosi, appiccicato. Voglio essere sporco. Voglio scrollarti la terra di dosso ma solo per gettartene altra Voglio leccarti la terra e la melma sui seni ma…