Pescatori di inquilini
Di grida represse
di pensieri scalzi
di infide lavatrici
di cinture e bastoni
traboccano
i palazzi
come le reti dei trabucchi
singhiozzano
sangue di pesci
dall’Adriatico ai bastioni
di una periferia disoccupata.
Di grida represse
di pensieri scalzi
di infide lavatrici
di cinture e bastoni
traboccano
i palazzi
come le reti dei trabucchi
singhiozzano
sangue di pesci
dall’Adriatico ai bastioni
di una periferia disoccupata.
Le nostre linee dei bus si scontrano soltanto due volte su sette una settimana sì e una no in una libreria carente di certe risposte, futura maestra dalle gote rosse. Coi tempi che corrono meglio spalmarsi come burro d’arachidi sul pane finto, coi tempi che mordono meglio non correre. Diventerò afono a furia…
Gli alberi spogli sono uomini calvi e quelle altre chiome ciuffi di dame ormai fuori moda come la poesia svuotata da quegli alberi spogli che muovono passi di danza buffa e beffarda sulla piazza del mercato del cuore. E le tengono strette e legate a un altare di spine sotto i passi di un ballo…
Era fidanzata, ma la chiamavano Alice. Per ogni stanza in cui andava un amore la attendeva. Quella notte attraversò un corridoio. Per tre stanze passò. E tre amori la attesero. Era fidanzata, ma la chiamavano Alice. Stava con me, e se lei era felice lo ero anch’io. Non senza gioia, non senza amore. Era fidanzata,…
Quando morirà Fiore dalla sua bara sgorgherà letame che diventerà cemento con cui si costruirà una stazione sui cadaveri di quei sette bambini che passavano per Bologna quel 2 Agosto 1980. In Via Zamboni 38 Charlie non fa più surf, ha smesso dal Capodanno ’78, da quando l’onda se l’è mangiata il deserto. E una…
Siamo alberi dotati di radici affondate nella terra. Ci sorreggono i nostri amori. Come energia solare, minerali nel suolo, acqua di pioggia, vento, tuono. Nessuno di questi elementi si sognerebbe di reclamare l’albero tutto per sé, eppure tutti sanno di contribuire, in qualche modo oscuro, al nutrimento di quell’essere. Matteo Iammarrone
Parlammo con parole partigiane, scivolando su particolari paranoie. Partimmo da partigiane polveriere schiantandoci contro sistemi senza tregue e frontiere. Cantammo di libertà limitrofe e lontane ostentando sentiti scontri sentimentali. Era come sabotare occasioni occidentali Era come acculturarsi di canzoni Era come fare l’amore.