{"id":2233,"date":"2020-03-20T18:17:32","date_gmt":"2020-03-20T16:17:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/?p=2233"},"modified":"2020-03-20T18:36:34","modified_gmt":"2020-03-20T16:36:34","slug":"lemergenza-del-coronavirus-da-un-paese-individualista-la-svezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/lemergenza-del-coronavirus-da-un-paese-individualista-la-svezia\/","title":{"rendered":"L&#8217;emergenza del coronavirus da un Paese individualista (la Svezia)"},"content":{"rendered":"<p>Lo sappiamo. Siamo conosciuti per la nostra teatralit\u00e0, per il sentimentalismo e l\u2019esagerazione.<br \/>\nCi conoscono e ci conosciamo. Ma \u00e8 pur vero che ne abbiamo vissute di tragedie.<\/p>\n<p>Al contrario, il Paese dalla quale scrivo (<strong>la Svezia<\/strong>) ha combattuto la sua ultima guerra duecento anni fa. Non ha mai avuto una rivoluzione, non conosce terremoti, ed \u00e8 sempre rimasto periferico persino durante la seconda guerra mondiale. Sar\u00e0 per questo che, all\u2019opposto, gli svedesi temono i conflitti, tendono a parlare a voce bassa e a minimizzare ogni accadimento. Ed \u00e8 proprio quest\u2019ultimo punto che \u00e8 importante per capire come l\u2019emergenza coronavirus, che anche questa volta ha apparentemente solo \u201dsfiorato\u201d la Svezia, venga gestita.<\/p>\n<p>Scrivo &#8221;apparentemente\u201d perch\u00e9 se \u00e9 vero che il numero ufficiale dei contagiati \u00e9 fermo a 1500 (e quello dei morti a 10), la \u201dstrategia\u201d che sta adottando la Svezia (cos\u00ec come l\u2019Inghilterra) \u00e9 davvero unica: alcune settimane fa, quando il virus scoppiava in Italia, si negava qualsiasi rischio di contagio per la Svezia. Una settimana dopo \u00e9 stato raccomandato di chiamare il 1177 (il 118 svedese) nel caso si avvertissero sintomi per chiedere di essere esaminati.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.dn.se\/nyheter\/sverige\/svart-att-ringa-1177-pa-flera-hall-i-landet\/?fbclid=IwAR0Qq6KespGQ0VCQN0FOOEXZQX4J68xnL0zY-90EVcXWFM7vvLJUwu_GcZM\">Dato l\u2019improvviso sovraccarico di chiamate il numero ha smesso, secondo molti, di funzionare come dovrebbe e si \u00e8 cominciato a negare i test alla maggior parte di coloro che lo chiedessero<\/a>.<br \/>\nOggi, probabilmente per evitare un ulteriore \u201dinutile\u201d sovraccarico, il governo ha deciso di interrompere la conta dei malati: un messaggio chiaro a tutta la popolazione: smettete di telefonare e curatevi da soli nel caso in cui abbiate sintomi (poco importa se si tratta di banale influenza, raffreddore o della peste del momento!).<br \/>\nLa giustificazione ufficiale \u00e8 che non c\u2019\u00e8 bisogno di ottenere una diagnosi precisa, nella misura in cui coloro che presentano sintomi quali tosse o febbre si attengono, responsabilmente, all\u2019indicazione di rimanere a casa (che sia coronavirus oppure no sembra essere irrilevante).<br \/>\nCon questa misura il governo sta equiparando il coronavirus a una normale influenza. Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grave \u00e8 che la giustificazione nasconde un\u2019amara verit\u00e0: il sistema sanitario svedese ha capacit\u00e0 e risorse che non sono in grado di far fronte all\u2019emergenza (solo un centinaio di posti in terapia intensiva, ad esempio). E a dispetto di ci\u00f2, l\u2019epidemiologo Anders (incaricato dal governo di gestire l\u2019emergenza), si concede il lusso di dichiarare che il \u201dil sistema sanitario svedese avrebbe prerogative decisamente migliori rispetto a quelle dell\u2019Italia nel gestire la diffusione del contagio del coronavirus\u201d.<\/p>\n<p>Un altro aspetto riguarda quello della chiusura di scuole e universit\u00e0. Mentre ieri e l\u2019altro ieri Danimarca e Norvegia (che hanno avuto un numero minore di casi rispetto alla Svezia) hanno deciso per la chiusura preventiva, il governo svedese continua a minimizzare. L\u2019unica vera misura per la prevenzione della diffusione \u00e8 stato il divieto di eventi che comportino pi\u00f9 di 500 persone. A parte quest\u2019eccezione, la vita sociale procede inalterata. In questo modo, come gi\u00e0 scritto, si sta considerando la minaccia coronavirus alla stregua di una normale influenza stagionale. Per quale ragione la Svezia si sta comportando in questo modo?<br \/>\nDi sicuro il fattore \u201dculturale\u201d sopra-citato di minimizzare pur di non creare panico cos\u00ec come di temere i cambiamenti repentini e di non rinunciare a certe comodit\u00e0 gioca un ruolo, ma non pu\u00f2 considerarsi una ragione sufficiente. Leggiamo allora alla giustificazione ufficiale sulla mancata chiusura delle scuole. Le giustificazioni fornite dal governo sono in realt\u00e0 due.<\/p>\n<p>La prima \u00e9 di carattere pratico-economico: \u201d[Chiudere le scuole] sarebbe una misura inefficace e implicherebbe uno stress eccessivo per settori importanti della macchina sociale, i genitori che lavorano nella sanit\u00e0 ad esempio dovrebbero rimanere a casa con i loro figli. <strong>E il sistema sanitar<\/strong><em><b>io non pu\u00f2 permettersi che una parte dei lavoratori siano a casa per accudire i loro figli.\u201d<\/b><\/em><\/p>\n<p>La seconda \u00e8 di carattere psicologico (ma concedetemi di aggiungere \u201dbiopolitico\u201d): \u201dLa scuola \u00e8 per molti bambini, specialmente in momenti come questo, molto importante. Rappresenta un punto fermo e sicuro della quotidianit\u00e0.\u201d.<\/p>\n<p>La prima giustificazione appare incomprensibile se si accetta la premessa, condivisa dal governo stesso, che non ci sar\u00e0 un aumento esponenziale dei casi (e quindi nessuna particolare pressione sul sistema sanitario). Se, al contrario, il governo si preoccupa di carenza di personale nell\u2019eventualit\u00e0 in cui questo dovesse accudire i propri figli, vuol dire che sa che ci sar\u00e0 una crescita esponenziale dei contagiati e una imminente pressione sul sistema sanitario (in questo caso la strategia della minimizzazione \u00e8 attuata coscientemente). Al tempo stesso, sta ammettendo che non ci sono risorse economiche per garantire la salute dei bambini (attraverso una sensata misura di prevenzione come la chiusura delle scuole) e, al contempo, il funzionamento degli ospedali. Bisogna scegliere l\u2019uno o l\u2019altro perch\u00e9 le risorse mancano. A questo punto bisognerebbe chiedersi perch\u00e9 mancano. E questa \u00e8 la domanda pi\u00f9 importante in un tempo in cui un sistema, quello capitalistico, che gi\u00e0 normalmente d\u00e0 prova della sua inadeguatezza nel garantire una vita decente a tutti, \u00e8 messo alle strette ed \u00e8 costretto cos\u00ec a palesare in maniera ancora pi\u00f9 evidente le sue contraddizioni intrinseche.<\/p>\n<p>Se questo primo aspetto, pi\u00f9 strettamente economico, rimane quello pi\u00f9 ovvio attorno alla quale sviluppare una critica politica, anche la giustificazione dal sapore bio-politico del ruolo della scuola dovrebbe essere considerata oggetto d\u2019analisi in vista di una qualsiasi critica politica. Il mio obiettivo qui non \u00e8, comunque, rammentare del ruolo della scuola nel sistema capitalistico. Tuttavia, mi limiter\u00f2 a dire che la seconda giustificazione deve essere letta in relazione alla prima: in Svezia, dove (a differenza dell\u2019Italia) praticamente tutti i genitori lavorano e la disoccupazione \u00e8 bassa, l\u2019affermazione secondo cui la scuola risulta \u201dschiacciata\u201d sui bisogni della vita economica risulta ancora pi\u00f9 vera. Se \u00e8 senz\u2019altro vero che, in diversi gradi, in tutti i Paesi capitalistici la scuola \u00e8 un\u2019agenzia di addisciplinamento in preparazione della futura vita alla merc\u00e9 del mercato, questo risulta particolarmente vero in Paesi, come la Svezia, in cui l\u2019ideologia borghese del pragmatismo impregna profondamente ogni angolo della societ\u00e0 e non ha \u201dcontraltari\u201d (in Paesi come l\u2019Italia o la Germania questi \u201dcontraltari\u201d sono rappresentati in parte da ci\u00f2 che rimane del movimento operaio e della sinistra, in parte da quella fetta di bagaglio artistico e culturale che non si lascia imprigionare dalle logiche di consumo o da schemi volti a misurare quantit\u00e0 e produttivit\u00e0).<\/p>\n<p>Paradossalmente, in un Paese come la Svezia, a dispetto delle numerose mistificazioni che il Paese sa vendere di s\u00e9, il legame tra scuola ed economia \u00e8 ancora pi\u00f9 stretto, per questo non solo non \u00e8 possibile \u201dchiudere\u201d l\u2019economia (misura che nemmeno in Italia \u00e8 stata possibile se pensa alle fabbriche lasciate aperte), ma non \u00e8 nemmeno possibile chiudere le scuole.<br \/>\nMercato, vita sociale e sistema educativo, infatti, rappresentano tre tasselli di un sistema socio-politico dalle maglie particolarmente strette, in cui tutto deve essere previsto, pianificato e razionalizzato e dove anche un cambiamento temporaneo (la richiesta di una quarantena collettiva come accade in Italia) sarebbe vissuto come un inaccettabile turbamento per il capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Post-scriptum. <\/strong>Una nota aggiuntiva sulla biopolitica svedese. Foucault negli anni 70 defin\u00ec la Svezia come &#8221;l&#8217;unico Paese in cui l&#8217;essere umano \u00e9 superfluo&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.blogs.hss.ed.ac.uk\/crag\/2015\/02\/01\/foucault-sweden\/\">Fonte<\/a>). Agamben, in un recente, e <a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-contagio\">molto criticato, articolo<\/a> sostiene in sostanza che la quarantena italiana \u00e9 una scusa per aumentare il controllo sociale. Che la pericolosit\u00e0 del virus effettivamente renda necessaria la misura della quarantena nazioanle oppure no, ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di vero nella posizione di Agamben \u00e9 che, giustificata o no, la quarantena verr\u00e0 usata primariamente come strumento di controllo sociale. Alla luce di quanto vissuto in prima persona e di ci\u00f2 che Foucault ha affermato sulla Svezia, mi sento di dire che, se Agamben ha ragione, la quarantena in Svezia non si d\u00e0, non solo perch\u00e9 l&#8217;economia \u00e9 piu importante della salute e la libert\u00e0 individuale piu del benessere collettivo, ma anche perch\u00e9 i politicanti non avrebbero nemmeno il movente del controllo sociale per indirla. In Svezia tutti sono gi\u00e0 domati (basta vedere il modo in cui ad ogni livello della societ\u00e0 si difende acriticamente qualsiasi scelta del governo, sui social, sui giornali, etc&#8230;). Controllo sociale e consenso sono gi\u00e0 a livelli &#8221;nordcoreani&#8221; (a differenza del Paese di Kim, per\u00f2, qui le case non sono gratis), nessun dispositivo di addisciplinamento \u00e9 piu necessario, specie se, come una quarantena, comporterebbe il rischio di danneggiare l&#8217;economia.<\/p>\n<p>Matteo Iammarrone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sappiamo. Siamo conosciuti per la nostra teatralit\u00e0, per il sentimentalismo e l\u2019esagerazione. Ci conoscono e ci conosciamo. Ma \u00e8 pur vero che ne abbiamo vissute di tragedie. Al contrario, il Paese dalla quale scrivo (la Svezia) ha combattuto la sua ultima guerra duecento anni fa. Non ha mai avuto una rivoluzione, non conosce terremoti,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"footnotes":""},"categories":[1160],"tags":[1227,1232,1233,972],"class_list":["post-2233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-unumanistaitalianoinsvezia","tag-coronavirus","tag-emergenza","tag-paese-individualista","tag-svezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2233"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2233\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2238,"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2233\/revisions\/2238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}