{"id":2150,"date":"2019-07-04T11:06:25","date_gmt":"2019-07-04T09:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/?p=2150"},"modified":"2020-04-01T16:00:06","modified_gmt":"2020-04-01T14:00:06","slug":"la-svezia-e-unutopia-capovolta-la-socialdemocrazia-un-mostro-senza-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/la-svezia-e-unutopia-capovolta-la-socialdemocrazia-un-mostro-senza-testa\/","title":{"rendered":"La Svezia \u00e8 un&#8217;utopia capovolta: la socialdemocrazia un mostro senza testa"},"content":{"rendered":"<p>Una vita passata a quantizzare il proprio valore sulla base dei lavori (tutti flessibili) ottenuti, tra l\u2019impossibilit\u00e0 di comprare una casa e l\u2019accesso gratuito s\u00ec, ma estemporaneo e di scarsa qualit\u00e0 a un\u2019Universit\u00e0-passatempo. Molto peggio per coloro che non sono nati qui: alle prime tre si aggiungono infatti tutte le difficolt\u00e0 tipiche dell\u2019integrazione, non certo facilitata dagli elementi estremamente individualistico-borghesi della cultura svedese che, a dispetto di una tolleranza di facciata, rende gli individui gelosi dei propri privilegi e chiusi verso il prossimo, in altre parole, timorosi della diversit\u00e0. In questo complesso quadro il welfare-state, per quanto superiore a qualsiasi altro Paese capitalistico, rimane solo un contentino per garantire la circolazione del tritacarne dell\u2019economia di mercato: un Paese nei fatti molto meno \u201dsocialista\u201d e molto pi\u00f9 individualista di quello che ci hanno sempre fatto credere.<\/p>\n<p>Non sono affatto pentito di aver imparato lo svedese, \u00e8 una lingua divertente che suona, a mio parere, come una cantilena franco-germanica o, come sono solito dire: \u201dsom en fransk f\u00e5gel som sjunger p\u00e5 tyska\u201d (come un uccello francese che canti in tedesco). Al tempo stesso \u00e8 povera di molti concetti, ma ricchissima di altri inesprimibili in italiano: uno di questi \u00e8 <strong>Folkhemmet<\/strong>, un altro \u00e8 <strong>Fika<\/strong>. Questi due concetti rimangono entrambi sullo sfondo della disamina che sto per fare. Ma cominciamo con questi due concetti. Fika \u00e8 la pausa caff\u00e8, una di quelle continue pause caff\u00e8 che qui ci sono su tutti i posti di lavoro, ma anche a scuola e all\u2019uni (scorrete in basso per capire cosa c\u2019entra la Fika in quest\u2019articolo). Folkhemmet invece significa letteralmente \u201dcasa del popolo\u201d, e indica (traduco da wikipedia svedese): \u201duna metafora per una societ\u00e0 politicamente organizzata per prendersi cura di tutti i cittadini e dare loro una sicurezza di base (grundtrygghet)\u201d. \u201dSicurezza\u201d non a caso non \u00e8 mai stata una parolaccia nel vocabolario politico della socialdemocrazia svedese: perch\u00e9 quando si dice \u201dsicurezza\u201d gli svedesi non hanno in mente poliziotti o prigioni, ma misure welfaristiche. Tuttavia, questo non ha mai escluso poliziotti o prigioni (anzi!). Ma entriamo nel merito di questa grande narrazione: cosa implica davvero la Folkhemmet? Quali sono gli elementi \u201dsocialisti\u201d nella societ\u00e0 svedese e come interagiscono con l\u2019economia capitalistica? L\u2019argomento richiederebbe libri e libri di approfondimento, \u00e8 chiaro. Com\u2019\u00e8 \u00e8 chiaro che possiamo rispondere da diverse angolazioni, utilizzando o non utilizzando metodi quantitativi e dati economici. Tutto ci\u00f2 per\u00f2 non significa che una mia analisi della lunghezza di un articolo sia priva di valore, inutile o inesatta, un\u2019analisi basata sulla mia vita concreta e quella di centinaia di altri, giovani svedesi e non, studenti-lavoratori o solo lavoratori, migranti e nativi, con la carne viva delle gioie e dei dolori reali, una riflessione che cerca di cogliere il contrasto tra come realmente ci sentiamo e come ci dovremmo sentire secondo le pubblicit\u00e0, grazie alla vita reale e con lo sguardo critico del marxismo rivoluzionario, nella teoria come nella prassi lontano anni luce dal grande inganno ormai secolare della socialdemocrazia.<\/p>\n<p>Partiamo dal rispondere a domande semplici. Cosa fa realmente un giovane svedese che non sia nato a Linding\u00f6, nella Stoccolma bene? Essenzialmente lavora e poi pi\u00f9 o meno, per modo di dire, estemporaneamente, tra una pausa e l\u2019altra, studia. La disoccupazione giovanile \u00e8 tra le pi\u00f9 basse in Europa\u00a0 (attorno al 20% nel 2015 e in costante discesa: per avere un termine di paragone in Italia la stessa era al 40% nello stesso anno). Sotto quali condizioni lavora? Di solito sono condizioni \u201daccettabili\u201d, il che non significa pessime, ma nemmeno ottime: tuttavia non sono molti a lamentarsi, vuoi per una assente \u201dcultura del conflitto\u201d, vuoi perch\u00e9 molti padroni furbescamente cedono concessioni non appena qualcosa stia per andare storto, vuoi, e questo credo sia determinante, perch\u00e9 tutti hanno bisogno di quel lavoro, qualsiasi esso sia, senza potrebbero sopravvivere s\u00ec (grazie per esempio al contributo statale per gli studenti: 200 euro al mese+altri 200 da chiedere eventualmente in prestito), ma non potrebbero permettersi\u00a0 certi extra che rendono la vita occidentale \u201ddegna di essere vissuta\u201d (uno spritz, il cinema che qui costa 150 kr, 15 euro a biglietto) e cos\u00ec via. Si tratta quasi sempre di lavori iper-flessibili che uno cambia migliaia di volte in pochi anni. Diversamente dall\u2019Italia, la figura dello studente non \u00e8 quella di un giovane mantenuto dai genitori e (pi\u00f9 o meno) dedito ad uno studio a tempo pieno, ma \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di figure miste: figure in ogni caso socialmente ed economicamente precarie (per quanto apparentemente di solito pi\u00f9 benestanti della loro controparte Sud-europea) .<\/p>\n<p>All\u2019Universit\u00e0 non esistono tasse da pagare e l\u2019accesso \u00e8 gratuito per tutti e tutte, a dispetto della classe sociale di provenienza. Tuttavia i caff\u00e8 e i bar annessi agli atenei costano un botto e, guardando alla scuola svedese, si potrebbe sollevare il problema della mensa: infatti quest\u2019ultima \u00e8 gratuita per tutti e tutte dai sei ai diciotto anni (anche per me che lavoro come insegnante supplente, sebbene solo in pratica ma non in teoria, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia), mentre nell\u2019Universit\u00e0 non esiste alcun servizio mensa vero e proprio, ma solo caff\u00e8 e baretti iper-costosi come ho gi\u00e0 scritto.<br \/>\nPer quanto riguarda le strutture aggregative, fino a pochi anni fa l\u2019iscrizione al K\u00e5re, il sindacato studentesco, era obbligatoria per tutti gli studenti. Questo farebbe molto \u201dPaese socialista\u201d se solo di un vero sindacato studentesco si trattasse. I K\u00e5re infatti sono, anche pi\u00f9 sfacciatamente della controparte italiane (Link e confederali), mere agenzie di organizzazione dell\u2019intrattenimento dove per quanto ne sappia il sottoscritto, vere e proprie istanze politiche non hanno mai trovato posto. Sar\u00e0 un caso che gli stessi sono sponsorizzati e promossi sui siti istituzionali e sulle pagine fb delle Universit\u00e0?<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 opportuno spendere qualche riga per parlare della didattica e dei contenuti ma anche del loro legame con il tempo. La scuola e l\u2019Universit\u00e0 svedese appaiono sotto questo punto di vista estremamente carenti, e lo scrivo da insegnante ma anche da studente che ha avuto l\u2019opportunit\u00e0 di laurearsi all\u2019Universit\u00e0 di Bologna. L\u2019intera didattica \u00e8 orientata all\u2019acquisizione di conoscenze che, nel migliore dei casi, mirano all\u2019utilit\u00e0 immediata nella vita quotidiana e nel peggiore alla spendibilit\u00e0 immediata sul mercato del lavoro. E del resto nella vita non esiste altro che il lavoro, un po\u2019 per se stessi certo, ma sopratutto e in fin dei conti per i capitalisti.\u00a0 A scuola viene, per esempio, insegnato come difendersi da un lupo, rianimare un inferme, lavorare il legno e pagare le bollette, ma viene detto poco o niente della letteratura scandinava, la storia \u00e8 trattata superficialmente e senza alcuna importanza per le date, la filosofia \u00e8 quasi inesistente e l\u2019arte confusa con la tecnica, rimuovendo o semplificando fino all\u2019osso la teoria che c\u2019\u00e8 dietro, il gusto estetico e, insomma, tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u201dinutile\u201d (provate a frequentare una mostra o una scuola d\u2019arte per capire cosa intendo, avrete la spiacevole sensazione che, rispetto al corrispettivo italiano o tedesco o francese, il tutto: messaggio e intenzione dell\u2019artista, etc sia estremamente vuoto, superficiale e incolore). Il risultato \u00e8 che, se da un lato una mentalit\u00e0 altamente scientifica e anti-religiosa \u00e8 predominante, dall\u2019altro sembra che quest\u2019ultima venga accettata non tanto per convinzione, ma pi\u00f9 che altro per pigrizia intellettuale o dogma: il livello di cultura generale infatti \u00e8 piuttosto basso: provate a chiedere a qualcuno quando \u00e8 finita la seconda guerra mondiale oppure cos\u2019\u00e8 una serendipit\u00e0 o qual\u2019\u00e8 la differenza tra poesia e prosa o chi \u00e8 Trosztky.<\/p>\n<p>\u201dNon ho tempo\u201d \u00e8 un mantra sulla bocca di tutti: del resto all\u2019Universit\u00e0 non esistono esami di fine semestre, ma rade lezioni compensate da costanti piccoli esami che danno l\u2019illusione di essere costantemente impegnati. Nelle scuole di ogni ordine e grado la giornata comincia alle 8 e termina alle 16, con tanto di mensa per il pranzo e per la merenda, stessa cosa a lavoro: non c\u2019\u00e8 dunque tempo per la cultura, non c\u2019\u00e8 tempo per organizzare la lotta, n\u00e9 tempo per le relazioni umane (il 46% degli svedesi vivono soli, la popolazione pi\u00f9 sola al mondo)(Dal documentario \u201dLa Teoria Svedese dell\u2019Amore\u201d di Erik Gandini molto affascinante per volesse approfondire) : la verit\u00e0 \u00e8 che potrebbero avere tempo se solo una versione tutta locale di uno sfrenato individualismo borghese svuotato anche del \u201ddiscreto fascino della borghesia\u201d, non li avesse trasformati in quello che appare essere un esercito di automi disciplinati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Ska\u0308rmavbild-2019-07-04-kl.-11.05.37.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2151\" src=\"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Ska\u0308rmavbild-2019-07-04-kl.-11.05.37-300x284.png\" alt=\"Ska\u0308rmavbild 2019-07-04 kl. 11.05.37\" width=\"300\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Ska\u0308rmavbild-2019-07-04-kl.-11.05.37-300x284.png 300w, https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Ska\u0308rmavbild-2019-07-04-kl.-11.05.37.png 578w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Interessante come la Svezia incarni l\u2019utopia capovolta del perfetto pd-ino nostrano: consumismo sfrenato, grandi possibilit\u00e0 di sfruttamento per i capitalisti coperte da piccoli contentini welfaristici e altre trovate carine e sorridenti (per esempio il poliziotto che ti tratta con &#8221;umanit\u00e0&#8221;), idee post-moderne in circolo per illuderci di essere dopo tutto ancora di sinistra\u00a0 (soltanto perch\u00e9 ci siamo disancorati da qualsiasi tradizione e siamo sulla via di liberarci dei ruoli di genere: ma come pu\u00f2 tutto questo bastare e sopratutto come pu\u00f2 non produrre storture gravi nella misura in cui \u00e8 il capitalismo a controllare il raggiungimento di questi obiettivi, per i suoi scopi e nelle sue modalit\u00e0, e non la la classe operaia, i giovani, i precari, in un&#8217;ottica diversa di coscienza, solidariet\u00e0 e cooperazione, e non di emancipazione individuale e competitiva).\u00a0 E il welfare? Dov\u2019\u00e8 il welfare in tutto ci\u00f2? Il welfare fa da &#8221;assist&#8221; alla circolazione delle merci, non incidendo minimamente nella sfera della produzione.<br \/>\nCon i 200 euro del bidrag (contributo statale) gli studenti possono pagare la quota mensile a Netflix, quella a Tinder e comprare l\u2019iPhone nuovo. Il dentista \u00e8 gratuito s\u00ec, ma fino ai 24 anni e solo per coloro che hanno un personnummer, una sorta di codice fiscale che i non-svedesi ottengono dimostrando di essere iscritti all\u2019Uni oppure di avere un contratto di lavoro che duri pi\u00f9 di 8 mesi (immagino sia un\u2019impresa titanica soddisfare questa seconda condizione per la maggior parte dei migranti, per cui mi ritengo fortunato ad essere migrante s\u00ec, ma anche qualificato e studente: per queste ragioni possono considerarmi appartenente ad una sfera \u201daristocratica\u201d rispetto a migranti non studenti).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la questione degli alloggi. Avevo gi\u00e0 trattato della crisi del problema degli alloggi in Svezia <a href=\"https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/it\/2017\/10\/08\/nella-svezia-paradiso-capitalista-la-casa-e-un-diritto-negato\/)\">qui<\/a>. La difficolt\u00e0 nel trovare alloggi non riguarda solamente gli studenti n\u00e9 i giovani, ma tutti quei soggetti che non hanno e che non possono permettersi una o pi\u00f9 case di propriet\u00e0: il che significa giovani, studenti, proletari, classe media impoverita e migranti (sulla questione migranti e integrazione, o meglio segregazione, sarebbe tuttavia opportuno dedicare un intero reportage). Sebbene esista una robusta rete di alloggi pubblici (case dello studente) questa \u00e8 assolutamente insufficiente, il che ha implicato negli ultimi anni un aumento delle speculazioni dai parte dei privati (io stesso vivo in un buco di stanza). A chi, a sinistra dei socialdemocratici, ha osato osservare come non servano nuove case per ricchi, \u00e8 stato opposta la scusa della \u201dflyttkedya\u201d (catena di trasferimento): se coloro che hanno un reddito pi\u00f9 elevato si trasferiscono altrove, in una villa fuori citt\u00e0 per esempio, liberano l\u2019appartamento che occupavano che pu\u00f2 essere cos\u00ec affittato a coloro che sono senza alloggio. Gli studi degli anni 2000 mostrano che per ogni nuovo appartamento la catena di trasferimento prodotta \u00e8 di 2,4 appartamenti. Tuttavia questi studi si limitano a mostrare quanti appartamenti saranno lasciati vuoti! Ignorano infatti completamente la reale possibilit\u00e0 di affittarli da parte di coloro che hanno un basso reddito e che sono per questo destinati a rimanere senza casa.<\/p>\n<p>La Svezia \u00e8 in altre parole un grande esperimento sociale che mostra al mondo e alla sinistra tutte le contraddizioni del riformismo e l\u2019impossibilit\u00e0 di riformare il capitalismo: ci insegna, in altre parole, che, su larga scala, solo due possibilit\u00e0 nella situazione politica attuale: essere marxisti rivoluzionari e lottare per il socialismo e la democrazia dei lavoratori oppure accettare il tritacarne capitalistico e farsi, in vari modi e in vari gradi, cooptare da esso.<\/p>\n<p>Matteo Iammarrone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vita passata a quantizzare il proprio valore sulla base dei lavori (tutti flessibili) ottenuti, tra l\u2019impossibilit\u00e0 di comprare una casa e l\u2019accesso gratuito s\u00ec, ma estemporaneo e di scarsa qualit\u00e0 a un\u2019Universit\u00e0-passatempo. 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