{"id":1860,"date":"2017-05-15T15:25:49","date_gmt":"2017-05-15T13:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/?p=1860"},"modified":"2017-05-15T15:31:43","modified_gmt":"2017-05-15T13:31:43","slug":"tecnologia-e-automi-i-robot-ci-libereranno-dal-lavoro-alienato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteoiammarrone.com\/public\/tecnologia-e-automi-i-robot-ci-libereranno-dal-lavoro-alienato\/","title":{"rendered":"Tecnologia e automi: i robot ci libereranno dal lavoro alienato?"},"content":{"rendered":"<p><em>Di seguito pubblico un mio articolo comparso su <strong><a href=\"https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/it\/2017\/05\/15\/tecnologia-e-automi-la-scienza-al-servizio-della-produzione-una-seconda-analisi\/#.WRmmBMfHnTs.facebook\" target=\"_blank\">Lavocedellelotte.it<\/a>\u00a0<\/strong>come contributo ad un dibattito pubblico che stiamo\u00a0portando avanti relativo al rapporto tra robotica e lavoro (<a href=\"https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/it\/2017\/05\/08\/tecnologia-e-automi-la-scienza-al-servizio-della-produzione-una-prima-analisi\/\" target=\"_blank\">qui<\/a> trovate il primo contributo). La domanda che c&#8217;\u00e8\u00a0dietro \u00e8: i robot e la prospettiva di una produzione totalmente automatizzata, ci libereranno dal lavoro alienato? Nel capitalismo l&#8217;avanzamento della robotica \u00e8 per i lavoratori una minaccia, ma nel socialismo sarebbe invece\u00a0una opportunit\u00e0 senza precedenti. Dal mio punto di\u00a0vista questa evidente contraddizione rammenta quanto vivo e attuale sia il contributo di Marx.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Tento con questo breve scritto di offrire un piccolo contributo a un argomento che, come \u00e8 stato scritto nell\u2019articolo precedente, \u00e8 assai importante. Tuttavia anche io lo offro forse senza il trattamento adeguato e in maniera molto divulgativa, senza scomodare Marx n\u00e9 altri, restando su un piano semplice, di modo che sia di facile lettura e a chiunque comprensibile.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una narrazione che l\u2019articolo precedente ha avuto il merito di sottolineare che \u00e8 quella secondo la quale \u201cla classe operaia non esiste pi\u00f9\u201d. L\u2019assurdit\u00e0 di questa affermazione \u00e8 presto demolita dalla \u201cprova degli oggetti\u201d. Dal sapone al dentifricio alla stessa energia per i mezzi di locomozione tutto \u00e8 prodotto ed \u00e8 prodotto da qualcuno. Ma soprattutto la prova pi\u00f9 evidente sta nel fatto che c\u2019\u00e8 ancora chi detiene i mezzi di produzione (una minoranza) e chi lavora per questa minoranza (una maggioranza). Sicuramente la classe operaia \u00e9 mutata nella sua estetica, nel modo di vestire, etc\u2026ma non nel suo essere tale e conseguentemente nella sua funzione storica propulsiva.<br \/>\nOvviamente questa narrazione \u00e8 assolutamente funzionale alla conservazione del sistema capitalistico che \u00e9 ossessionato dal voler convincere i suoi servi che le cose vanno in un modo e non potrebbe essere diversamente, che le classi sociali esistono per natura e quindi devono continuare ad esistere, e soprattutto che la societ\u00e0 \u00e8 fatta di individui in competizione, e non di classi in lotta tra loro, ma di individui soli e atomizzati, ciascuno col proprio egoismo non conciliabile con quello altrui.<\/p>\n<p>Questa narrazione \u2013 \u201cla classe operaia non esiste pi\u00f9\u201d \u2013 ha poi un altro effetto che \u00e8 strettamente collegato ad un seconda narrazione a cui la prima si intreccia strettamente: \u201cun giorno gli automi produrranno al posto dei lavoratori\u201d. Questi due assunti, proposti assieme, creano un mix esplosivo il cui effetto immediato \u00e8 la perdita dell\u2019importanza del lavoratore nella produzione e la giustificazione ideologica per pagare sempre meno il lavoratore stesso, sempre pi\u00f9 inutile e poco remunerativo rispetto alla macchina. La macchina allora entra in competizione con lavoratore stesso. Quando ripetiamo che il capitalismo \u00e8, a dispetto delle apparenze, un ostacolo al libero sviluppo delle facolt\u00e0 umane, significa proprio questo: tutto questo discorso della macchina come nemica \u00e8 assolutamente valido. \u00c8 un dato di fatto. Ma perch\u00e9 la macchina deve arrivare ad essere nemica dei lavoratori (e quindi della maggioranza dell\u2019umanit\u00e0)? Questa domanda fa tremare gli ideologi del capitalismo pi\u00f9 irriducibili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1685\" src=\"https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/TheVoiceOfFights\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Cuenc7gXgAAgUS4.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/TheVoiceOfFights\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Cuenc7gXgAAgUS4.jpg 1024x, https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/TheVoiceOfFights\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Cuenc7gXgAAgUS4-300x285.jpg 300x, https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/TheVoiceOfFights\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Cuenc7gXgAAgUS4-768x729.jpg 768x\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"972\" \/><\/p>\n<p>Il dominio del futuro sul presente, quella stessa logica del progresso e dell\u2019accumulazione senza fine che caratterizza il capitalismo, impone un futuro di macchine digitali e automi. La verit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 che non sappiamo se sar\u00e0 cos\u00ec o meno. Quello che per\u00f2 possiamo constatare per certo \u00e8 che aumenta a dismisura la distanza. Tra i lavoratori di un settore, tra settori di lavoratori, tra le macchine e gli utilizzatori sul posto di lavoro e nella societ\u00e0. Aumenta la distanza. E tutto (il potere capitalistico) diventa pi\u00f9 decentrato e difficile da combattere, diventa pi\u00f9 complicato organizzarci proprio per questa ragione: i lavoratori spesso non lavorano pi\u00f9 nemmeno sotto lo stesso tetto.<br \/>\nQuello che ancora possiamo constatare \u00e8 che se davvero come la narrazione vuole raccontarci il futuro \u00e8 delle macchine digitali e degli automi vuol dire che hanno perso o che stanno perdendo: perch\u00e9 in un futuro simile non ci si pu\u00f2 collocare nel mezzo, un futuro simile \u00e9 un incubo al quadrato, una contraddizione evidente davvero a tutti e insopportabile se si rimane nel capitalismo,<br \/>\nma una opportunit\u00e0 senza precedenti se invece quegli automi vengono socializzati e se si passa al socialismo.<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, non possiamo lasciare la \u201ctecnofilia\u201d nelle mani della propaganda padronale, non possiamo permetterci di essere meramente luddisti, dobbiamo dire che quei robot sono spaventosi e assurdi s\u00ec, ma solo perch\u00e9 usati per gli scopi capitalistici del profitto e inseriti in un modo di produzione capitalistico; dobbiamo dire che quei robot nel socialismo rappresenterebbero un vero progresso per l\u2019umanit\u00e0. Addirittura non sarebbe forse irragionevole pensare che se la propaganda padronale pu\u00f2 permettersi oggi di portare avanti una narrazione di questo tipo, \u00e8 proprio per via del bassissimo livello di coscienza collettiva, che si limita a crogiolarsi nell\u2019incubo di un futuro in competizione con gli automi, anzich\u00e9 denunciare l\u2019opportunit\u00e0 di questa prospettiva se solo si spezzassero una volta per tutte le catene del capitalismo.<\/p>\n<p>Quest\u2019argomentazione a favore della necessit\u00e0 della socializzazione dei mezzi di produzione, in questo caso degli automi, \u00e9 veramente difficile da controbattere per i capitalisti e i loro ideologi, e a mio modo di vedere potrebbe essere per i prossimi decenni un punto cardine della nostra propaganda, la nostra narrazione, quella dalla parte di chi \u00e8 sfruttato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito pubblico un mio articolo comparso su Lavocedellelotte.it\u00a0come contributo ad un dibattito pubblico che stiamo\u00a0portando avanti relativo al rapporto tra robotica e lavoro (qui trovate il primo contributo). 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