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Come viaggiare gratis in treno

Note per l’utilizzo: l’articolo che segue ha uno scopo prettamente informativo (seeee come no). Ps. Scopo o non scopo informativo non sono responsabile dell’uso che fate dei trucchetti qui segnalati 😉

Come viaggiare gratis in treno? Che domandone! Una domanda che attanaglia(e ha attanagliato) una vasta gamma di viaggiatori forse da prima ancora che il treno esistesse,

forse da prima ancora che esistessero le rotaie, da prima ancora dell’età del ferro.  (No, ora sto esagerando).

Portatori della filosofia del viaggio gratis, autostoppisti, viaggiatori low-coast (o free coast), hippies, ribelli o semplicemente poveracci, ecco a voi una lista di metodi più o meno noti.

Metodo 1: Chiudersi in bagno (Il più classico)

Un classico il metodo del bagno.

Aspetti positivi: nella maggior parte dei casi funziona, è consigliabile cambiare bagno ogni tanto e assicurarsi che il treno su cui si viaggia abbia i bagni funzionanti, comodi e chiudibili.

Aspetti negativi: sulla maggior parte dei treni i bagni sono scomodi e puzzolenti, oltretutto se passate troppo tempo nello stesso bagno potete attirare i sospetti dei passeggeri o (peggio) dei controllori.

Vi segnalo, inoltre che nel caso il controllore vi scopra, statisticamente parlando, sarà molto difficile che avverta gli sbirri (a meno che non sono a bordo del treno!!), di solito, infatti (il controllore) si limita semplicemente a far scendere alla stazione successiva chi è senza biglietto.

Metodo 2: Riciclare il biglietto (treni regionali) 

Ora un metodo non troppo conosciuto che funziona, però solo sui treni regionali (in cui, come saprete, i biglietti sono solo “a tempo” e non a “prenotazione” del posto e/o del treno specifico).

Prendete un biglietto timbrato (Vi ricordo che il timbro contiene in sè data, ora e stazione) e con una normalissima e bianchissima gomma da scrivania cancellate con cura (e un pò di “olio di gomito”) il timbro sul biglietto (Se necessario aiutatevi con qualche gocciolina di bava o di acqua, ma non esagerate, state attenti a non rovinare il biglietto!). Prestate molta attenzione a non far screpolare il cartoncino del biglietto.

Fatta questa operazione noterete che comunque l’inchiostro del timbro non è andato via completamente, uno sbiaditissimo e tenero timbro è ancora visibile agli occhi più attenti sul vostro biglietto, ma niente paura!

Il giorno della partenza ritimbrate il biglietto “da riciclare” nello stesso identico punto in cui l’avevate timbrato la volta scorsa (o per lo meno il più possibile vicino). Ora il vecchio timbro è, nei casi più fortuiti, del tutto sparito e potete viaggiare col vostro nuovo biglietto “riciclato”!

Consigli: consiglio di timbrare il biglietto dal lato “più stretto”(Il lato destro), lì il timbro è più facilmente cancellabile.
Consiglio, inoltre di stare molto attenti al momento del “ritimbro” in modo da sovrascrivere il più perfettamente possibile il vecchio timbro.

Aspetti positivi: funziona veramente sempre e, a differenza del metodo del bagno, viaggerete tranquilli

Aspetti negativi: E’ possibile utilizzare questo metodo solo con biglietti vecchi che siano ancora validi(i biglietti valgono due mesi, la validità è apportata nella testata) e non ancora pinzati dal controllore

Altro

Altra fonte di risparmio è sicuramente acquistare un biglietto valido per una stazione prima rispetto quella a cui si deve scendere (Metodo efficace specie per lunghi viaggi, dato che il controllore nella maggior parte dei casi passa all’inizio del viaggio ).

Esempio: sul treno Pescara-Roma fate il biglietto fino a Tagliacozzo (che si trova a metà strada), anzichè fino a Roma. Male che vada vi siete addormentati.

200 km (in linea d’aria)

Settantenni che leggono Moravia sui treni sporchi per venirti a trovare, per avvicinarmi alle tue realtà emozionali

Sessantenni con l’ipad e vetrate poco diverse da oblò su scorrevoli paesaggi, su festosi, piatti e uguali mari

Mari e mali di erbe allergeniche e tossiche di principi asmatici che fanno male si sa, fanno male lo so,

lo so come lo sa l’asma che attanaglia.

Ma siamo vivi ancora ed è questo che conta. E dare importanza alla conta e al conto dei baci sul collo

sulle spiagge dove ci facciamo penetrare il sale del mare nei calzini salati come le mie medicine antistatiche che ti fanno un po’ paura.

(Roma, dove Termini? )

Un mignolo sudato, il mio mignolo sudato cavalcava le distanze

e bastava a coprire quelle terre divisorie

sul mappamondo semi-rotto della Feltrinelli di Piazza del Popolo.

Un mignolo bastava a coprirle, ad annientarle, un mignolo, solo uno.

Un mignolo e tre miliardi di formiche,

tre milioni di abitanti, un milione di lotte estinte, qualche genio che si estingue,

ma sono solo tre i millimetri di pelle che separano le sedi della nostra mente.

E ogni poro è una città, un paese, un comune, un tratto di binario morto, un paesano

che segna il territorio che si amplia, che conta la distanza dell’andata e del ritorno (Pensieri di viaggio, 11 Giugno 2012)

I tramonti, i racconti…