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Bagnasco: “I beni della Chiesa a disposizione dei poveri” ahahahah

Il Cardinale genovese, presidente dei vescovi italiani, lo ha affermato durante l’omelia per la ricorrenza di San Lorenzo. Ma probabilmente dimentica lo sterminato patrimonio immobiliare, sfitto o impiegato a scopo di lucro, che il Vaticano possiede in Italia.

“Non dobbiamo dimenticare che la grande parte del patrimonio della Chiesa è di tipo artistico, storico e culturale: come tale è a disposizione di tutta l’umanità come universale tesoro di bellezza e di fede”, dice Angelo Bagnasco, primate di Genova, presidente dei vescovi italiani, alla guida della Cei. “I beni della Chiesa sono soprattutto dedicati alla vita della comunità cristiana, alle opere educative e pastorali, ai poveri e ai bisognosi. Anche nel contesto attuale, per le note ragioni, la presenza e l’opera di sostegno delle comunità ecclesiali sono capillari ed evidenti, aperti a tutti senza distinzioni”, afferma, durante la sua omelia in San Lorenzo, cattedrale del capoluogo ligure, affrescata con una pala d’altare che riporta l’episodio più importante della vita del Diacono martire – obbligato dall’Imperatore Valentiniano a consegnare a Cesare i beni della Chiesa, gli aveva mostrato i poveri, dicendo: “Sono questi i nostri tesori”.

Bene, quindi da quello che abbiamo capito le conclusioni sono le seguenti:

“Noi aiutiamo i poveri perchè le nostre chiese per pregare Dio sono a disposizione di tutti” – Come se la preghiera sia più importante del pane per mangiare e degli abiti per vestirsi!

“Noi aiutiamo i poveri perchè i nostri sacerdoti sono a disposizione di tutti(Cioè sono disposti a indottrinare e riempire di baggianate tutte le menti)” – Come se l’essere indottrinati sia una cosa positiva e come se le loro cazzate siano più importanti della realtà concreta dei fatti!!

Come dire: Prega Prega che pregando non avrai più fame, pregando riuscirai ad arrivare a fine mese, pregando non verrai licenziato!

In ogni caso, non veniteci a raccontare che la gestione dei beni della Chiesa è colma di spirito evangelico (“Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”, racconta il Vangelo di Matteo, Ps. mi sembra di leggere Karl Marx?(Abolizione della propietà privata)). Almeno per ora, no di certo.

La Chiesa è espressione di  capitalismo, intolleranza e ignoranza!

Gesù da buon rivoluzionario, anticapitalista e socialista,

non vorrebbe tutto ciò (Che mondo del cazzo: noi dobbiamo dare lezioni di cristianesimo ai cristiani) 🙂

Organizzare una Rivoluzione

Ecco a voi alcune riflessioni interessanti su una possibile rivoluzione italiana, prese da una pagina web:

“Premesso che, soprattutto per l’ italia, un “vero cambiamento” potrebbe esserci senza che ci fosse una “vera rivoluzione”, e viceversa una “vera rivoluzione” senza un “vero cambiamento”, (il che sarebbe molto peggio della prima ipotesi) innanzitutto penso che sarebbe necessario:

a) cominciare a definire e distinguere i “cambiamenti” che non hanno obbligatoriamente bisogno della “rivoluzione”, in modo di potere costruire il “fronte ampio” necessario (indispensabile) e possibile per portare avanti questa prima fase.

b) avere la capacitá di andare oltre le affermazioni generali e generiche contenute, ad esempio nella risposta di zegalvis. Tutte giuste, peró che non tengono conto dalla incapacitá dimostrata sino ad ora dalla “classe operaia” e dalle sue rappresentazioni politiche, di elaborare una proposta alternativa al modello “consumista” , che secondo me, oggi, rappresenta l’essenza negativa del “sistema capitalista” molto piú della “proprietá privata” dei mezzi di produzione (dal momento che capitalismo di stato e proprietá cooperativa lo hanno assunto come proprio).

c) avere la capacitá (quindi l’intelligenza politica) di andare oltre la forma e contenuti del modello di rivoluzione d’ottobre.
Perché solo adeguando il progetto politico alle caratteristiche socio-economiche del momento, si puó sperare di “vincere” per davvero.

Ed avendo imparato una volta per tutte che NON esistono burocrati “”buoni”” cui delegare il potere in nome delle “”classi lavoratrici””.

d) Tenere presente che, per avere un minimo di probabilitá di successo, non puó essere limitata ad un solo paese.

Perché a questo punto della storia, in un mondo globalizzato, che ci piaccia o no, la “RIVOLUZIONE” o é mondiale, o non é.

In poche parole CAPIRE Marx e Lenin e Mao, non ripeterli a pappagallo senza sapere di cosa si sta parlando.

Pensare che il pensiero politico si sia fermato a quello che hanno scritto e fatto nei secoli scorsi, per quanto fondamentale sia, mi sembra una emerita idiozia.

Come quella della “fine della storia”

Come lo sprecare tante energie per parlare male del presidente del consiglio votato dalla maggioranza degli italiani.

Non é cosí che si costruisce una alternativa politica che possa vincere.

E per favore non aspettiamo il leader carismatico che risolve tutto:

“quando il partito non c’é, il partito sei tu”

come disse Ilio Barontini a Giovanni Pesce.

e con internet possimo pensare di dar vita al famoso “Intellettuale Organico Collettivo” senza dover aspettare niente e nessuno.”

Quanto guadagnano i politici?

E’ con grande amarezza che diffondo questi dati che dai mass media non vorrebbero mai diffusi.

Come ben sappiamo l’Italia è una oligarchia in cui si dà ai cittadini il potere di scegliere chi sarà il capo dei governanti. Fatto ciò i parlamentari(governanti) con il Governo ” se la cantano e se la suonano…” a discapito dei governati.

A discapito dei 1300 euro medi dei VERI E ONESTI LAVORATORI !

Vi ricordo che loro “lavorano” solo 2 giorni su 7 .

Svegliamoci !!