Attenzione, attenzione, guerra civile per l’imprenditore…

Questo è tanto, questo è troppo. Parlerò un po’ di politica istituzionale, fingerò dunque di credere che le istituzioni all’interno di questo sistema servino a qualcosa. Fingerò di credere che la politica conti qualcosa e che non sia soggetta, come invece è nella realtà, dai poteri economici. Prime domande: ma gli italiani che razza di gente sono? Specialmente quelli che votano il PD credendo di votare un partito di sinistra e votano il PDL credendo di votare un partito di destra che razza di gente sono? Possibile che in vent’anni non abbiate ancora capito che l’avvento del berlusconismo ha completamente stravolto la dialettica sinistra riformista-destra liberale? Berlusconi non è di destra (nè tanto meno è un liberale). Il PD non è di sinistra (nè tanto meno riformista, anzi è un partito ultraconservatore nella forma e completamente vuoto nei contenuti).

Per non parlare dell’Unione Europea e delle sue politiche economiche imposte che hanno ulteriormente azzerato la possibilità dello svolgersi di questa “classica” dialettica a cui ho appena fatto riferimento. Assodato dunque che il PD non ha idee (né tanto meno idee di sinistra, ma è solo un braccio delle politiche UE) ed il PDL è un partito personale che non ha colore, ma è semplicemente l’estensione della proprietà privata del signorino B. ed è nato non per il “bene del Paese”(che poi quando si dice “Paese” a quale parte del Paese ci si riferisce?), ma per il Bene del signorino B. e della sua sporca congrega mi domando che senso abbia per l’opinione pubblica, i giornalisti e i politici continuare ad interessarsi (ipocritamente, e talvolta a lucrare) sulla faccenda facendo ancora credere che ci sia differenza tra PD e PDL, indignandosi o esultando per la condanna in Cassazione, parlando ancora di questo esserino e non dei problemi veri. Quanto miseri possono essere coloro i quali vedono ancora in B. un salvatore o anche solo un “discriminante” politico? Quanto miseri? Guarda caso sono coloro i quali si sentono rappresentati da lui, coloro i quali lo invidiano o coloro i quali si incolleriscono se non viene condannato, ecco i suoi elettori e i suoi nemici chi sono! Ecco perché i suoi elettori e i suoi nemici sono così, come lui: volgari, rozzi, pregiudiziosi, mediamente di bassa cultura e solitamente inclini al populismo gretto e all’anticomunismo più cieco e feroce che sa di “caccia alle streghe” (sì, avete letto bene, berlusconiani e antiberlusconiani “giustizialisti” sono due volti della stessa medaglia).

E…attenzione, attenzione…

Bondi (noto fido di B.) oggi ha dichiaro  “rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti”.

Bene! Bene! Bene! A tutti noi che ogni giorno lottiamo per stravolgere questo sistema l’accostamento della parola guerra e della parola civile ci fa, come minimo, battere il cuore, fa battere il cuore a chi è stanco di subire le vessazioni del proprio padrone, a chi vengono negati anche diritti di base (come quello a casa) e poi (intellettualmente parlando) a chi è a conoscenza di certe “nefandezze sistemiche”…ma c’è qualcosa che non torna: ci rendiamo conto che gli italioti non sono andati in piazza per il vergognoso acquisto di strumenti di morte quali i cacciabombardieri (comprati con 20 Miliardi delle loro tasse in un momento in cui vengono chiesti loro sacrifici), non sono andati in piazza per la chiusura di grandi fabbriche, la perdita di posti di lavoro e di diritti, non sono mai andati in piazza in massa a Roma per chiedere la fine del vergognoso e inutile progetto TAV Torino-Lione, non sono andati in piazza per la truffa del debito pubblico che ci strangola, per le banche private, per il signoraggio bancario, per l’inciucio PD-PDL e vanno in piazza o anche solo si indignano così tanto per la condanna ad un (im)prenditore per giunta anche volgarotto e saccente? Svegliatevi! Dov’è la dignità che da esseri umani dovreste avere? Ma dove siete cresciuti? Da dove venite? Non avete mai letto il significato della parola dignità? Non avete mai assaporato l’essenza della libertà ?(quella vera, eh)

Le 10 strategie della manipolazione mediatica

Credo proprio che Silvio Berlusconi abbia letto questi consigli per portare al termine la sua impresa

di potere mediatico.

Aprite la mente, cittadini!!

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.

1 – La strategia della distrazione.

L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione.

Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità.

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire.

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione.

Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità.

Far sì che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità.

Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa.

Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca.

Negli ultimi 50’anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Lettera di un giovane manifestante torinese

Voglio segnalarvi una email che mi è stata recapitata scritta da un ragazzo che oggi era a Torino a manifestare insieme

a lavoratori pubblici  e studenti.

” Ciao Matteo ( Ti do’ del tu perchè sei un mio coetaneo ),

oggi a Torino c’è stata una manifestazione di studenti medi, totalmete

pacifica nche se rumorosa. Ad un certo punto il corteo ha cambiato

direzione dirigendosi verso la sede del PDL e la polizia l’ha fermato.

Dopo poco, senza alcuna iniziativa violenta da parte nostra la polizia

ha caricato, massacrando di manganellate…

la… prima fila e rubando lo striscione principale. Poi quelli che si

sono ripresi dalle botte e hanno cercato di riprendersi lo striscione

ma la polizia l’ha strappato e ha caricato nuovamente picchiando sia

maschi che femine 14enni e 15enni, e infierendo mentre erano già a

terra e addirittura dando manganellate anche ai fotografi e infine ha

caricato una terza volta per disperdere il corteo. Alle domande il capo

della digos ha detto che la polizia può caricare alla prima azione

illegale. Qundi se non attraverso sulle striscie mi possono ammazzare

di botte. Inoltre una decina di poliziotti erano armati con dei

mitragliatori. Ad una manifestazione di studenti.

io c’ero

e ho rischiato tante botte.

Giulio.

Allegato a questa email mi è arrivato anche il link di questo video di youtube:

e alcune foto: