Bardolini da dodici euro

Tra le due bottiglie costosissime di rosso vino pregiato il monte è capovolto, la salita vertiginosa, l’entrata al rifugio precipitosa. Uccelli come aerei che bombardano. Laggiù, oltre i lama e i cavi bilaterali della funivia del boom economico, una chilometrica pozzanghera che si stringe come un Rio degli Amazzoni per poi allargarsi verso sud come una goccia d’Adriatico. Invidiamo i venticinque gradi di lidi di quella distesa. Venticinque a fronte dei quindici gradi di questo rifugio

Appunti di viaggio, 25 Luglio 2012


Il teatro era vuoto e adesso ci sono io

Il teatro era vuoto, per la prima volta dopo l’ultimo spettacolo. Sul palco c’ero io e non più gli attori. La scenografia, i costumi, le attrezzature e i marchingegni che dietro tutta quella messa in scena si celavano adesso erano in mio possesso. Potevo conoscerne il funzionamento. Potevo capire come e cosa c’era dietro quell’apparato, quell’apparire. E così saltano le maschere di tutti gli attori e allo stesso modo si rompono le maschere e i poteri di tutti i burattini politicanti, gli attori dello Stato. Ero sul palco d’un teatro, ma adesso ogni lineamento diventava più visibile, ogni forma più composta e la vera natura di quello che mi stava attorno cominciava a diventare più trasparente, più facilmente conoscibile ai miei sensi: non mi trovavo in un teatro, mi trovavo sul palco del potere di chi fa le leggi; e tutti i belli attori tanto bravi li avevamo cacciati e c’ero io, ma il pubblico era sostanzialmente rimasto lo stesso. Ma ora c’ero io che meravigliato in un primo momento ed entusiasta dalla voglia di conoscere, capire, esplorare lo strumento non ancora avevo maturato la coscienza. Ma poi capii: adesso c’ero io a manovrare le redini, a spegnere e accendere luci e a raccontare cazzate.

M.Iammarrone