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I Cani al Circolo degli Artisti

C’è un artista in circolo al Circolo degli Artisti: si chiama Niccolò Contessa. E’ il frontman de “I Cani“. Niccolò Contessa, lo schivo (ex) nerd che danza al ritmo delle sue canzoni alla console. Ed è lui la console, l’appendice più importante dell’intero effetto sonoro globale che pervade questi animi diversi, creativi, speciali, tutto tranne normali. E’ tutt’uno con le sue canzoni, un feticcio spirituale, un martire mostruoso, un mostro sempre incruento e concentrato nella sua mission poetica. E’ luce stroboscopica, anzi no soffusa. E’ proiezione, anzi proiettore. O forse lui non esiste ed è solo una nostra proiezione. O forse sono le sue canzoni ad averlo materializzato in quelle precise coordinate a mezzo metro da me che sono in prima, primissima fila a squarciarmi la gola. Penso che forse sono le sue canzoni ad aver plasmato la sua persona, come ha fatto la razza umana con Dio. E mentre lui sputa, dita femminili danzano sulla mia felpa, danzano con Niccolò. E l’onda della calca danza con lui e con quelle dita che mi sfiorano la felpa, ma quelle dita danzano meglio dell’onda della calca e forse anche meglio di Niccolò stesso: lo fanno con più ostinazione, con maggiore precisione e medesimo spirito lascivo: lasciarsi trascinare dalla corrente, è questo l’imperativo.

Per poco non ci feriamo noi della primissima fila: l’onda della calca è sentimento, ma anche fisica della materia, traduzione concreta, trasduzione di moto: i cancelli di contenimento la reggono a malapena quell’onda e noi della primissima fila siamo l’ultimo pezzo del domino di spettatori, ci tocca tamponare tutta l’energia, incassare tutti i colpi. Intanto uno dei penultimi pezzi femminili del domino continua a tamburellarmi la felpa e la schiena, ai ritmi di Niccolò, con la medesima ostinazione. E danzano queste dita. Finalmente comincio a vederle, in una delle soffuse intermittenze: si intrufolano tra le mie ascelle lasciandosi cadere sulla sbarra di metallo del cancello di contenimento: dapprima sono smaltate di rosso, un flash, qualche altro verso del cantautore, uno spintone e diventano rosee, naturali: scelgo di accarezzare queste naturali.  Faccio la scelta giusta. Carpe diem.

M.Iammarrone

*Fotografia dal palco recuperata sulla pagina ufficiale della band: https://www.facebook.com/icaniband?fref=ts

A parte questo mio brevissimo racconto c’è da dire che il talentuoso Niccolò aveva profetizzato la serata già nel suo primo album:

Aggiornamento (Febbraio 2014): il racconto sovrastante è stato inserito tra i racconti della rubrica “People and City” di Deda Edizioni