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Considerazioni di un non credente sulla festività dei defunti

Commemoriamo i defunti, commemoriamoli tutti, ma senza consegnarci, per ottemperare alla nostra intrinseca debolezza, a vane illusioni.

Commemoriamo quei morti a cui abbiamo voluto bene, ma senza consolarci con illusioni vane e preconfezionate: quando il loro cervello ha smesso di funzionare e il loro cuore di palpitare, infatti, nessuno li ha spediti in cielo; sono stati, semmai, seppelliti da una ruspa nella terra ed è lì, in basso, sotto i nostri piedi, e non in alto, sopra le nostre teste che giacciono. E poi, quando hanno smesso di respirare, abbiamo cominciato, più del solito, a frugare nei cassetti dei nostri ricordi, li abbiamo riverberati i nostri ricordi di loro ed ora li custodiamo con cura. La natura invece se ne frega della cura e dell’estetica e dei capricci cardiaci, se ne frega di tutto, da brava cieca matrigna quale è, a differenza nostra non ha sentimenti, né cura dei suoi figli.

Allora, così come noi ricordiamo i nostri defunti attraverso la contemplazione del loro ricordo, di una languida ed idealizzata immagine, la natura li ricorda a modo suo, o meglio: forse non li ricorda in quanto individui pensanti, ma solo in quanto carne, li ricorda con tenerezza però, anche se a modo suo, li ricorda e li accoglie, li accoglie con altrettanta tenerezza e di questo ne siamo certi, sappiamo con certezza che la natura li ha accolti: l’abbiamo visto con i nostri occhi il giorno della sepoltura!

Ed è con questo che possiamo consolarci della loro assenza, oltre che che con una “foscoliana” rimembranza: i nostri cari, accolti dalla natura, sono ritornati alla Terra, sono ritornati laddove erano nati in origine ed il loro oltretomba sarà rispuntare come platani nel 2100 o come erba di un bel prato nel 2050 o vistosissimi fiori colorati chissà quando. Sono dunque ritornati alla Terra per alimentare il grande ecosistema terrestre, il ciclo della vita fine a se stesso, ma tutto sommato affascinante, inutile e terribilmente bello al contempo, questa è la vera reincarnazione, è questo il sublime che racchiude il suo senso in se stesso.

Matteo Iammarrone.

Voi che mangiate il Vostro Dio fatto a pizzette

Volevo condividere con voi gente e carissimi lettori del mio blog, spazio personale, diario pubblico..chiamatelo in qualsivoglia modo!

Il punto è che volevo condividere i sentimenti che si provano nel leggere questa semplice, ma profonda e significativa poesia scritta da Mario Ugolini, poeta romano “sconosciuto” ma degno di essere ricordato, questa poesia mi è stata data da sua nipote che è una persona a me molto vicina..

….voi,i cristiani,gli ebrei,i musulmani,i buddisti,gli scintoisti,gli avventeisti,i panteisti
i testimoni di questo e di quello
i maghi,le streghe,i santoni
quelli che tagliano la pelle al pisello dei bambini
quelli che cuciono la passera alle bambine
quelli che pregano in ginoscchio
quelli che pregano con la faccia per terra
quelli che si segnano con la destra
quelli che si segnano con la sinistra
quelli che pregano per far piovere
quelli che mangiano il loro dio fatto a pizzette
quelli che fanno l’elemosina per andare in cielo
quelli che lapidano il capro espiatorio
quelli che sgozzano le pecore
quelli che sperano di sopravvivere nelle loro opere
quelli che non vogliono discendere dalla scimmia
quelli che benedicono l’esercito
quelli convinti di vivere dopo la morte….tutti voi,che non potete vivere senza babbo natale e senza un padre castigatore,tutti voi che vi siete fabbricati un dio tanto stupido, tanto meschino,tanto sanguinario,tanto geloso,tanto avido di lodi,quanto il più stupido,il più meschino,il più sanguinario,il più geloso.il più avido di lodi fra voi….VOI,TUTTI VOI….fate i vostri salamelecchi nel segreto delle vostre capanne,chiudete bene la porta e non rompeteci i COGLIONI……

Purtroppo non ho avuto l’occasione di conoscere l’autore di persona..

Bagnasco: “I beni della Chiesa a disposizione dei poveri” ahahahah

Il Cardinale genovese, presidente dei vescovi italiani, lo ha affermato durante l’omelia per la ricorrenza di San Lorenzo. Ma probabilmente dimentica lo sterminato patrimonio immobiliare, sfitto o impiegato a scopo di lucro, che il Vaticano possiede in Italia.

“Non dobbiamo dimenticare che la grande parte del patrimonio della Chiesa è di tipo artistico, storico e culturale: come tale è a disposizione di tutta l’umanità come universale tesoro di bellezza e di fede”, dice Angelo Bagnasco, primate di Genova, presidente dei vescovi italiani, alla guida della Cei. “I beni della Chiesa sono soprattutto dedicati alla vita della comunità cristiana, alle opere educative e pastorali, ai poveri e ai bisognosi. Anche nel contesto attuale, per le note ragioni, la presenza e l’opera di sostegno delle comunità ecclesiali sono capillari ed evidenti, aperti a tutti senza distinzioni”, afferma, durante la sua omelia in San Lorenzo, cattedrale del capoluogo ligure, affrescata con una pala d’altare che riporta l’episodio più importante della vita del Diacono martire – obbligato dall’Imperatore Valentiniano a consegnare a Cesare i beni della Chiesa, gli aveva mostrato i poveri, dicendo: “Sono questi i nostri tesori”.

Bene, quindi da quello che abbiamo capito le conclusioni sono le seguenti:

“Noi aiutiamo i poveri perchè le nostre chiese per pregare Dio sono a disposizione di tutti” – Come se la preghiera sia più importante del pane per mangiare e degli abiti per vestirsi!

“Noi aiutiamo i poveri perchè i nostri sacerdoti sono a disposizione di tutti(Cioè sono disposti a indottrinare e riempire di baggianate tutte le menti)” – Come se l’essere indottrinati sia una cosa positiva e come se le loro cazzate siano più importanti della realtà concreta dei fatti!!

Come dire: Prega Prega che pregando non avrai più fame, pregando riuscirai ad arrivare a fine mese, pregando non verrai licenziato!

In ogni caso, non veniteci a raccontare che la gestione dei beni della Chiesa è colma di spirito evangelico (“Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”, racconta il Vangelo di Matteo, Ps. mi sembra di leggere Karl Marx?(Abolizione della propietà privata)). Almeno per ora, no di certo.

La Chiesa è espressione di  capitalismo, intolleranza e ignoranza!

Gesù da buon rivoluzionario, anticapitalista e socialista,

non vorrebbe tutto ciò (Che mondo del cazzo: noi dobbiamo dare lezioni di cristianesimo ai cristiani) 🙂