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Costellazioni, Le ragazze stanno bene – Accordi

Che dire di “Costellazioni“, il nuovo album del faro degli anni zero Vasco Brondi alias Le luci della centrale elettrica (a cui tentai di rubare il microfono in un concerto a Pescara)…magmatico, eterogeneo (il nuovo album non il concerto),

sicuramente coraggioso. Sì, coraggioso. Finalmente il cantautore ferrarese (nel bene e nel male) non sarà più oggetto di scherno e di fantomatici generatori di frasi automatiche, finalmente non potrete più divertirvi con gli amici ad improvvisare suoi testi. Scherzi a parte musicalmente si nota una sana evoluzione, anche se non mi è piaciuto il fatto che le chitarre acustiche abbiano un ruolo del tutto marginale e che invece sia stata prediletta l’elettronica. Per il resto è un album così complesso, molti l’hanno definito un insieme di album (sì, un insieme, perché ogni pezzo è a sé ed anche sotto questo aspetto la rottura con il passato è enorme, non più due accordi e zamzam ma un semiconcept album studiato e variopinto). Questo, così come i testi più pacati e melodiosi (meno parole e maggiore attenzione all’essenza delle storie che pure sono belle e importanti, spaziali e provinciali) fanno di questo album un piccolo gioiellino della musica alternativa, un gioiellino di cui però si avverte una certa incompiutezza, come se fosse una prova, un passaggio, un slancio verso il nuovo Brondi: volete un pronostico? Il prossimo album sarà una sintesi armoniosa tra questo “Costellazioni” e i monolitici primi due. Vedrete che non mi sbaglio.

Nel frattempo vi lascio testo (e accordi) di uno dei pezzi che più ritengo significativi di “Costellazioni” (parla di un amore lesbo, chissà magari nel prossimo album ne scriverà uno su un amore poly).

Intro: Mi+ La9 (La+ senza il terzo dito) Si+

Mi+

Mezzanotte e i passanti si tengono a distanza
Chiara aspetta con le quattro frecce

La9                                                                    Si+
Sara che aspetta di cadere incendiando il cielo come un meteorite.

Mi+
E pensa: sei più bella adesso mentre sfiorisci,

La9
sei come i fondali oceanici che resteranno sconosciuti,

Si+
di ritorno dai tuoi viaggi di quattro anni.

Mi+
Pensa: Guarda qui ci sono tutti i miei punti deboli,
La9                                                  Si+
guardami mi lascio dietro degli spazi bianchi.

Do#-                                            La+
Forse si trattava di accettare la vita come una festa,

Do#-                                            La+
come ha visto in certi posti dell’Africa.

Do#-                                            La+
Forse si tratta di affrontare quello che verrà

Do#-                                            La+                                                    Si+
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.

Mi+….etc…(stessi accordi di prima)

Nonostante il flusso costante di gente senza lavoro
di compro oro compro oro
respirando lentamente Chiara celebra la sensazione
della primavera finalmente in arrivo e del suo treno al binario uno.
E pensa: Sara sei ancora più bella la sera quando sei stanchissima,
sei ancora nella mia memoria interna,
sei l’interpretazione dei sogni che non riesco a ricordarmi.
Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.
Ma poi Sara stava pensando ad altri volti di ragazzini morti a Caserta,
ancora all’interpretazione dei sogni, ai rumori di fondo e
alla magia che tutto sia senza senso.
E adesso dal loro osservatorio astronomico su una scala antincendio
Chiara le ha detto che è pulita che ha smesso
non c’è alternativa al futuro.
Rientrano in casa e appena dentro si sentono benissimo i rumori e le voci degli altri appartamenti ma è tutto perfetto, è tutto perfetto.

Forse si trattava di accettare la vita come una festa,
come ha visto in certi posti dell’Africa.
Forse si tratta di affrontare quello che verrà
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.
Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.

E padre eterno che sei così reazionario, che dal finestrino atterrando guardi Venezia dall’alto, hai visto il loro non era un amore poi tanto diverso.