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Voi che mangiate il Vostro Dio fatto a pizzette

Volevo condividere con voi gente e carissimi lettori del mio blog, spazio personale, diario pubblico..chiamatelo in qualsivoglia modo!

Il punto è che volevo condividere i sentimenti che si provano nel leggere questa semplice, ma profonda e significativa poesia scritta da Mario Ugolini, poeta romano “sconosciuto” ma degno di essere ricordato, questa poesia mi è stata data da sua nipote che è una persona a me molto vicina..

….voi,i cristiani,gli ebrei,i musulmani,i buddisti,gli scintoisti,gli avventeisti,i panteisti
i testimoni di questo e di quello
i maghi,le streghe,i santoni
quelli che tagliano la pelle al pisello dei bambini
quelli che cuciono la passera alle bambine
quelli che pregano in ginoscchio
quelli che pregano con la faccia per terra
quelli che si segnano con la destra
quelli che si segnano con la sinistra
quelli che pregano per far piovere
quelli che mangiano il loro dio fatto a pizzette
quelli che fanno l’elemosina per andare in cielo
quelli che lapidano il capro espiatorio
quelli che sgozzano le pecore
quelli che sperano di sopravvivere nelle loro opere
quelli che non vogliono discendere dalla scimmia
quelli che benedicono l’esercito
quelli convinti di vivere dopo la morte….tutti voi,che non potete vivere senza babbo natale e senza un padre castigatore,tutti voi che vi siete fabbricati un dio tanto stupido, tanto meschino,tanto sanguinario,tanto geloso,tanto avido di lodi,quanto il più stupido,il più meschino,il più sanguinario,il più geloso.il più avido di lodi fra voi….VOI,TUTTI VOI….fate i vostri salamelecchi nel segreto delle vostre capanne,chiudete bene la porta e non rompeteci i COGLIONI……

Purtroppo non ho avuto l’occasione di conoscere l’autore di persona..

A quando il nostro giorno?

A giudicare dal cyber attivismo presente in Rete, l’Italia è tutta una fermento: donne in piazza, manifestazioni con pentole e coperchi, preservativi ad Arcore, scioperi…

Insomma nessuno vuole più Berlusconi, il tiranno va cacciato.
Fin qui sarebbe una buona notizia se non avessi la netta, nettissima impressione che gattopardescamente debba cambiare tutto per non cambiare niente.
Si, tutte iniziative lodevoli a parte qualche inevitabile sbavatura.
Ma quello che mi chiedo è: quando ci decideremo ad affondare il colpo finale, quando ci decideremo per la spallata decisiva?
Fino a ieri i nostri partner europei ridevano di noi. Oggi ci domandano: ma voi italiani non dite niente?
Si perchè qualsiasi paes normale avrebbe già mandato a casa Berlusconi e i suoi sodali. E non con sommo moralismo bacchettone di oggi perchè va a letto con escort e minorenni, ma perchè ha rubato, ha legami con la mafia, ha corrotto e Dio sa cos’altro.
Insomma vogliamo mandarlo a casa noi o dobbiamo per forza aspettare che ci pensino i giudici dando poi il via all’ennesimo teatrino elettorale che metterà in sella il leader “meno peggio” della sinistra di governo?
Vogliamo o no, noi italiani, prenderci il nostro sacro santo giorno della collera come ci hanno insegnato i nostri fratelli maghrebini?
C’è da pensare che se questo giorno della collera non viene indetto è perchè c’è una considerevole parte del paese che pur essendo contro Berlusconi teme che, se la piazza prendesse il sopravvento, possa perdere i propri privilegi, le proprie prebende.
Mi riferisco a tutti quelli che avversano Berlusconi variamente colorati che sperano solo di sostituire il proprio culo con quello flaccido del padrone di oggi. Insomma solo un cambio di culi.
Noi italiani vogliamo solo che cambi il culo sulla poltrona o su questi culi vogliamo affibbiare un bel calcione che se ne tornino a casa? In sostanza vogliamo mandare a casa Berlusconi e gli imbelli (e imbecilli) parlamentari della cosidetta sinistra che in 20 anni non hanno fatto nulla di veramente serio per sgretolare il potere del Nano di Arcore?
Se è questo che vogliamo, se vogliamo mandare a casa TUTTI e non solo Mafiolo e i suoi sodali allora è il momento di decidersi per questo “giorno della collera”, per prendere d’assalto i palazzi del potere, per trasformare Piazza del Popolo in Piazza Tahrir per gridare “Tutti a casa, governiamo noi”.
SE abbiamo deciso di non essere uomini e donne ignobili è ora di farlo.

LA DANZA DELLE BOMBE

Amici, grandina la mitraglia
avanti tutti! Voliamo! Voliamo!
Su di noi ringhia
il tuon della battaglia…Cantiamo amici!
Salve Versailles, salve Montmartre.
Guai a voi! Ecco i leoni!
La madre delle rivoluzioni
nella sua piena vi travolgerà.

Avanti, avanti sotto le rosse bandiere!
Vita o tombe!
Oggi son tutti belli gli orizzonti.
Confiderem, fratelli, le madri nostre
a coloro che ci seguiranno.

Su di noi niente lacrime amare!
Noi canterem morendo.
Così nell’immensa lotta,
Montmartre amo i tuoi figli.
La fiamma è nei loro occhi ardenti
e sono all’agio lor nella tormenta.

Avanti, avanti sotto le rosse bandiere!
Vita o tombe!
Oggi son tutti belli gli orizzonti.
E’ uno splendente sorgere di stelle.
Sì, tutto oggi dice: Speranza!
Il diciotto marzo gonfia le vele.
O fiore, digli: a rivederci ancora!
Aprile 1871

Oggi pensando a destroidi clericali ho scritto questo:

C’è un ragazzo

che mi mira una chiesa

si diverte perchè sta bruciando

C’è un compagno

che ha male agli occhi

il legno che brucia lo sta illuminando.

C’è una signora

che è molto fedele

un urlo nero

sta liberando.

C’è un sogno che abbiamo in tanti,

è grande, è grande

ma sta lentamente crescendo.

E diciamoci la verità pensavo anche a quella bellissima frase illuminista che dice “L’unica chiesa che illumina è quella che brucia”

Bagnasco: “I beni della Chiesa a disposizione dei poveri” ahahahah

Il Cardinale genovese, presidente dei vescovi italiani, lo ha affermato durante l’omelia per la ricorrenza di San Lorenzo. Ma probabilmente dimentica lo sterminato patrimonio immobiliare, sfitto o impiegato a scopo di lucro, che il Vaticano possiede in Italia.

“Non dobbiamo dimenticare che la grande parte del patrimonio della Chiesa è di tipo artistico, storico e culturale: come tale è a disposizione di tutta l’umanità come universale tesoro di bellezza e di fede”, dice Angelo Bagnasco, primate di Genova, presidente dei vescovi italiani, alla guida della Cei. “I beni della Chiesa sono soprattutto dedicati alla vita della comunità cristiana, alle opere educative e pastorali, ai poveri e ai bisognosi. Anche nel contesto attuale, per le note ragioni, la presenza e l’opera di sostegno delle comunità ecclesiali sono capillari ed evidenti, aperti a tutti senza distinzioni”, afferma, durante la sua omelia in San Lorenzo, cattedrale del capoluogo ligure, affrescata con una pala d’altare che riporta l’episodio più importante della vita del Diacono martire – obbligato dall’Imperatore Valentiniano a consegnare a Cesare i beni della Chiesa, gli aveva mostrato i poveri, dicendo: “Sono questi i nostri tesori”.

Bene, quindi da quello che abbiamo capito le conclusioni sono le seguenti:

“Noi aiutiamo i poveri perchè le nostre chiese per pregare Dio sono a disposizione di tutti” – Come se la preghiera sia più importante del pane per mangiare e degli abiti per vestirsi!

“Noi aiutiamo i poveri perchè i nostri sacerdoti sono a disposizione di tutti(Cioè sono disposti a indottrinare e riempire di baggianate tutte le menti)” – Come se l’essere indottrinati sia una cosa positiva e come se le loro cazzate siano più importanti della realtà concreta dei fatti!!

Come dire: Prega Prega che pregando non avrai più fame, pregando riuscirai ad arrivare a fine mese, pregando non verrai licenziato!

In ogni caso, non veniteci a raccontare che la gestione dei beni della Chiesa è colma di spirito evangelico (“Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”, racconta il Vangelo di Matteo, Ps. mi sembra di leggere Karl Marx?(Abolizione della propietà privata)). Almeno per ora, no di certo.

La Chiesa è espressione di  capitalismo, intolleranza e ignoranza!

Gesù da buon rivoluzionario, anticapitalista e socialista,

non vorrebbe tutto ciò (Che mondo del cazzo: noi dobbiamo dare lezioni di cristianesimo ai cristiani) 🙂