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Viaggiare in autostop è ancora possibile: cinque consigli

Coloro che sono stati positivamente scossi dalla lettura del leggendario On The Road di Jack Kerouac tireranno un sospiro di sollievo nel sapere che in fondo, nonostante tutto, il viaggio in autostop è ancora possibile. Non parlo dei suoi surrogati moderni, come BlaBlacar e così via. Parlo proprio del pollice alzato, quello che ti permette di arrivare gratis da un posto all’altro, salire a bordo di vetture estranee, avvertire ogni chilometro e stabilire un contatto “speciale” con la gente del posto.

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Reduce di un viaggio in autostop in giro per l’Europa di circa venti giorni, mi permetto allora di fare un elenco di cinque consigli, partendo dal presupposto che l’autostop è un’arte e come tutte le arti richiede tanto esercizio, un po’ di tecnica e molta creatività. Ma sopratutto l’autostop non è una scienza esatta per cui i consigli elencati potrebbero funzionare, ma potrebbero anche essere sbagliati.  Essi sono meramente frutto della mia esperienza e di quella di altri autostoppisti incontrati on the road.

  1. Sapere sempre dove si sta andando

Sapere dove si sta andando è fondamentale. Avere una mappa mentale del territorio altrettanto. Oggi, fortunatamente (o sfortunatamente per i più avventurosi) gran parte delle strade sono segnate su Google Maps. Il consiglio generale di sapere sempre dove si è e quanto meno in quale direzione (Nord, Sud, Est, Ovest) si trova la città o il Paese che vogliamo raggiungere resta valido. Così come è importante conoscere il maggior numero possibile di lingue. Ricordando che l’Europa si divide ufficiosamente in Germania, Austria, Paesi Bassi, Belgio e Scandinavia (Paesi ad alta diffusione della lingua inglese, per cui non è necessario conoscere le lingue locali) e tutto il resto (specialmente Spagna e Francia) in cui è invece preferibile conoscere le lingue locali (spagnolo e francese).

2. Find a good spot e segui Hitchwiki.org

hitchwiki.org mi ha salvato innumerevoli volte. Se scrivo che è la Bibbia degli autostoppisti a livello mondiale, non sto affatto esagerando.  Per esperienza, c’è da fidarsi della stragrande maggioranza dei consigli che vi dà. Come funziona? Essenzialmente è una wikipedia degli autostoppisti. Cercate il nome della città, paese o località (ci sono anche molti posti sperduti e sconosciuti o semi-sconosciuti) e avrete come risultato tutte le informazioni utili relative all’autostop in quel posto, la più importante delle quali rimane IL MIGLIOR PUNTO DA CUI FARE AUTOSTOP (THE BEST SPOT). La vostra avventura infatti non potrebbe nemmeno cominciare senza un buon punto da cui ottenere il primo passaggio. Per “buon punto” si intende una strada che vada nella direzione desiderata, ma che non sia troppo trafficata e in cui le auto abbiano sufficiente spazio per fermarsi e voi sufficiente visibilità per essere notati (o alternativamente una stazione di servizio in cui chiedere un passaggio, ma approfondiremo questo aspetto al punto 4). Da notare, che il più delle volte il good spot può essere raggiunto con una combinazione di trasporto pubblico e camminate nelle campagne (prima di cominciare l’avventura è necessario sapere che non sarà solo divertimento, ma anche fatica e tanta pazienza). Ad esempio quando sono partito da Göteborg (in Svezia) per raggiungere il good spot verso sud ho dovuto prendere un treno per 20 minuti fino a un paesino e da lì attraversare un parcheggio e poi una strada senza marciapiedi per due chilometri.

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*Dal mio profilo Instagram. Sul ponte tra Köpenhamn e Malmö

3. Come in un colloquio di lavoro, la prima impressione è fondamentale.

Tra le cose che rendono quest’arte estremamente interessante c’è il fatto di essere testimoni diretti del peggio e del meglio della fauna umana locale. Intendo dire: potete essere relativamente sicuri a) del fatto che prima o poi qualcuno vi prenderà su (l’unico dubbio resta dopo quanto) b) sul fatto che coloro che vi prenderanno sono persone splendide, molto spesso ex-autostoppisti essi stessi.

Al tempo stesso, però, dovete aspettarvi anche dita medie alzate, menzogne, reazioni spropositate dovute a timori infondati circa la vostra pericolosità. Detto ciò, la scelta dei guidatori circa il vostro destino si basa tutta sulla loro prima impressione. Perciò, un viso coperto da barba e capelli lunghi scoraggerà molti guidatori (ma non tutti). Ugualmente, viaggiare pesanti (con molti bagagli) non incoraggia gli automobilisti a prendervi su. Se siete ragazze, invece, è più facile che vi prendano su, ma non perché vogliano stuprarvi, semplicemente perché pensano che il vostro genere sia garanzia di sicurezza per loro (e invece si sbagliano perché anche tu ragazza potresti nascondere un lungo coltello e rapinare il guidatore, giusto?).

4. Il cartello può servire, ma le stazioni di servizio sono da preferire

Cartello sì? Cartello no? Pollice in alto o chiedere di persona? Un pezzo di cartone con su scritta la destinazione potrebbe aiutare gli automobilisti ad identificarvi come “autostoppisti” e ora che la filastrocca è finita andatevene in pace per le strade autostoppate della vita.

A parte gli scherzi, secondo molti non è molto importante che il nome della città sul cartello sia leggibile, ma più che altro che il cartello in sé sia visibile. La destinazione potete spiegarla una volta fermati.

Un dubbio più amletico resta semmai quello della strategia relativa a come fermare le auto. Direi che questo dipende molto dallo spot che trovate. Se state autostoppando lungo una strada in cui ritenete che le auto non vadano troppo veloce e che abbiano sufficiente spazio per fermarsi, continuate pure a brandire il pollice e il cartello. Sulla base della mia esperienza, però, le stazioni di servizio sono tendenzialmente preferibili. Perciò, se ne vedete una anziché perdere tempo sulla strada vi consiglio di dirigervi lì e con estrema gentilezza e tatto chiedere ai passanti diretti verso le auto (dopo che hanno mangiato) se vadano nella vostra direzione (ovviamente se state andando da Bologna a Domodossola non direte Domodossola, ma direte Milano. Da Copenaghen a Helsingborg non direte Helsingborg, ma Malmö).

5. Avere talento nel vivere di improvvisazione

Una volta mi trovai completamente fuori strada perché mi fidai dei consigli di un camionista che mi portò in un punto in cui in realtà era impossibile autostoppare. Tradii hitchwiki per una voce umana e finii fuori strada. Una volta finiti fuori strada può essere dura, se non letteralmente impossibile, ritrovare il filo di Arianna  (a meno che non vogliate farvi a piedi qualcosa come 20 o 30 km il che è possibilissimo in realtà!). Per questa ragione, quando si fa l’autostop è preferibile non avere scadenze e avere un sacco di tempo, così come una dose spropositata di pazienza. A volte ho soddisfatto la mia bibliofilia facendomi una pausa, entrando in un autogrill e leggendo per due ore senza dimenticarmi però di impostare la sveglia perché quando fai l’autostop puoi leggere per 2-3-4-5 ore ma non di più, a meno che tu non abbia una tenda per dormire ovunque ti capiti. C’è anche questa possibilità in effetti: specialmente se siete in Svezia dove l’Allemansrätten garantisce il diritto di accamparsi quasi ovunque.

Ps. Molti mi chiedono dei tempi di attesa. Ebbene l’attesa più breve per un passaggio per me è stata cinque minuti, quella più lunga tre ore e mezzo.

Come viaggiare gratis in treno

Note per l’utilizzo: l’articolo che segue ha uno scopo prettamente informativo (seeee come no). Ps. Scopo o non scopo informativo non sono responsabile dell’uso che fate dei trucchetti qui segnalati 😉

Come viaggiare gratis in treno? Che domandone! Una domanda che attanaglia(e ha attanagliato) una vasta gamma di viaggiatori forse da prima ancora che il treno esistesse,

forse da prima ancora che esistessero le rotaie, da prima ancora dell’età del ferro.  (No, ora sto esagerando).

Portatori della filosofia del viaggio gratis, autostoppisti, viaggiatori low-coast (o free coast), hippies, ribelli o semplicemente poveracci, ecco a voi una lista di metodi più o meno noti.

Metodo 1: Chiudersi in bagno (Il più classico)

Un classico il metodo del bagno.

Aspetti positivi: nella maggior parte dei casi funziona, è consigliabile cambiare bagno ogni tanto e assicurarsi che il treno su cui si viaggia abbia i bagni funzionanti, comodi e chiudibili.

Aspetti negativi: sulla maggior parte dei treni i bagni sono scomodi e puzzolenti, oltretutto se passate troppo tempo nello stesso bagno potete attirare i sospetti dei passeggeri o (peggio) dei controllori.

Vi segnalo, inoltre che nel caso il controllore vi scopra, statisticamente parlando, sarà molto difficile che avverta gli sbirri (a meno che non sono a bordo del treno!!), di solito, infatti (il controllore) si limita semplicemente a far scendere alla stazione successiva chi è senza biglietto.

Metodo 2: Riciclare il biglietto (treni regionali) 

Ora un metodo non troppo conosciuto che funziona, però solo sui treni regionali (in cui, come saprete, i biglietti sono solo “a tempo” e non a “prenotazione” del posto e/o del treno specifico).

Prendete un biglietto timbrato (Vi ricordo che il timbro contiene in sè data, ora e stazione) e con una normalissima e bianchissima gomma da scrivania cancellate con cura (e un pò di “olio di gomito”) il timbro sul biglietto (Se necessario aiutatevi con qualche gocciolina di bava o di acqua, ma non esagerate, state attenti a non rovinare il biglietto!). Prestate molta attenzione a non far screpolare il cartoncino del biglietto.

Fatta questa operazione noterete che comunque l’inchiostro del timbro non è andato via completamente, uno sbiaditissimo e tenero timbro è ancora visibile agli occhi più attenti sul vostro biglietto, ma niente paura!

Il giorno della partenza ritimbrate il biglietto “da riciclare” nello stesso identico punto in cui l’avevate timbrato la volta scorsa (o per lo meno il più possibile vicino). Ora il vecchio timbro è, nei casi più fortuiti, del tutto sparito e potete viaggiare col vostro nuovo biglietto “riciclato”!

Consigli: consiglio di timbrare il biglietto dal lato “più stretto”(Il lato destro), lì il timbro è più facilmente cancellabile.
Consiglio, inoltre di stare molto attenti al momento del “ritimbro” in modo da sovrascrivere il più perfettamente possibile il vecchio timbro.

Aspetti positivi: funziona veramente sempre e, a differenza del metodo del bagno, viaggerete tranquilli

Aspetti negativi: E’ possibile utilizzare questo metodo solo con biglietti vecchi che siano ancora validi(i biglietti valgono due mesi, la validità è apportata nella testata) e non ancora pinzati dal controllore

Altro

Altra fonte di risparmio è sicuramente acquistare un biglietto valido per una stazione prima rispetto quella a cui si deve scendere (Metodo efficace specie per lunghi viaggi, dato che il controllore nella maggior parte dei casi passa all’inizio del viaggio ).

Esempio: sul treno Pescara-Roma fate il biglietto fino a Tagliacozzo (che si trova a metà strada), anzichè fino a Roma. Male che vada vi siete addormentati.