Poesie

Le seguenti poesie sono opera intellettuale di Matteo Iammarrone. Nel caso in cui vogliate riprodurre/diffondere una o più poesie o parti di esse su blog, social network o altri siti web siete pregati di non dimenticare di riportare la fonte (es. “cit. Matteo Iammarrone” oppure “(Matteo Iammarrone)” dopo l’intera poesia o dopo una parte di essa).

Buona lettura.Nota: le poesie seguenti sono un estratto numericamente piccolo rispetto a quelle scelte per le pubblicazioni . Non tutte le poesie saranno pubblicate qui, ma solo una parte di esse.

  • Carne alla spranga

    16 novembre 2013

    Le nubi non sono applicazioni

    che puoi spostarle con le dita

    per cambiare il panorama

    La morte non è disconnessione

    che puoi resuscitare quando

    la noia contro ti rema

    Le puttane per la strada

    che puoi aprirle come

    il filmato di un sito

    non sono carne rosa

    senz’animo d’afflato

     

    E s’infilzano i tuoi peli

    nell’involucro gassoso

    di un selciato rosso-bruno

    di un guard-rail non più sicuro

    non più sponda di contenimento

    del senno, del cervello, del pisello.

  • Sparo

    9 ottobre 2013

    Ognuno spara

    contro quelli in cui non spera

    Ognuno spara

    per quello in cui spera

    Il volontario spara in Medio Oriente

    spara alsignorsì,

    spara assuefatto dall’obbedienza,

    spara, primo illuso della menzogna.

    Ed io sparo dalla folla

    illuso di sparare gli artefici di quella menzogna.

  • La goccia

    7 ottobre 2013

    Il ticchettio dei canali di scolo

    sovrasta quello dei pensieri

    che li senti e li vedi lì fuori

    contaminati alla pioggia che aleggia

    mischiati allo spruzzo che vola

    irrigare le antenne

    irrorare solo il tette più solo

    straripare nel vuoto bicchiere più buono

    irraggiungibile desiderio, verità socchiusa,

    verità racchiusa in una goccia lungo il canale di scolo.

  • Voglio essere sporco

    17 settembre 2012

    Voglio rotolarmi nel fango,
    nelle viscere dei prati, delle nevi,
    nelle ombre snervanti, nei fiumi fatati
    Voglio essere sporco.
    Voglio sporcarmi di liquore
    e navigarci con te dentro, appiccoso, appicosi, appiccicato.
    Voglio essere sporco.
    Voglio scrollarti la terra di dosso
    ma solo per gettartene altra
    Voglio leccarti la terra e la melma sui seni
    ma solo per purificarti, solo per benedirti perchè io sono un porco deo.
    Voglio essere sporco.
    Voglio morderti tutta la pelle perchè ho fame di gloria vinosa e gaudente
    Voglio essere sporco.
    Voglio sporcarmi, sporcarti, sporcarci, farci sporcare di tutto,
    del tatto, di ciò che disseminiamo in giro, nel senso: proprio tutto.
    Voglio sporcarmici con te, voglio sporcarmi. Voglio essere sporco.


  • Dolce distruzione di un amore

    6 gennaio 2012

    Io sono stato dove tu
    m’hai lasciato imbevuto
    zuppo esausto di liquore

    Non ricordo più il colore
    Non ricordo più come gli girava in quell’istante

    Forse affogavo nel sudore freddo
    O forse raffreddavo la luce del lampione cangiante

    Io sono morto dove lei
    m’ha pugnalato il viso
    sfregiato, sfitto, scomposto dal gioco

    Non ricordo più l’odore
    Non ricordo più il sangue
    come le girava in quell’istante

    Forse sapeva di vetri dei lampioni
    O forse sintonizzava il suo grido su antichi e nuovi dolori


Pensare dunque essere