Poems/Dikter/Poesie

Le seguenti poesie sono opera intellettuale di Matteo Iammarrone. Nel caso in cui vogliate riprodurre/diffondere una o più poesie o parti di esse su blog, social network o altri siti web siete pregati di non dimenticare di riportare la fonte (es. “cit. Matteo Iammarrone” oppure “(Matteo Iammarrone)” dopo l’intera poesia o dopo una parte di essa).

Buona lettura.

  • Lettera ad una prigioniera politica

    28 March 2016

    Una colata di cemento e repressione
    ci tiene incollati alle finestre di non più verdi città,
    vite di conservanti e carte da pacchetti.

    Come una nuvola si sfoga su fili elettrici scoperti
    i vuoti d’aria degli spazi chilometrici
    cortocircuitano i sentimenti che imboccano sentieri eretici
    tuttavia mai arresi all’idea di non tornare ortodossi.

    Ma come si combatte la sola malattia da cui si può essere affetti a vent’anni?
    Intanto costruisciti la cura,
    tu che puoi,
    tu che mi hai portato su un’autostrada per l’Everest quando le acque del pianeta si mangiavano la terra,
    tu fiume dove bere e perdere la memoria dei traumi della società passata.

    Un’ora d’aria non vale l’altra.
    Concediti la tua ora d’aria dall’altra parte del muro di Berlino,
    al capolinea opposto di un treno senza orario,
    e interroga le piogge prigioniera delle tue montagne apprensive,
    con le tue maniere dolci,
    interroga le tue compagne di cella
    e convinci il tempo degli altri
    a ritirarsi dal viaggio,
    il tempo di quelli per cui noi
    non avremmo che attimi,
    loro non hanno che attici.

    Non dargli scampo,
    l’amore richiede un po’ di futuro.

    (Vincitrice del concorso nazionale di poesia e narrativa “Una perla per l’oceano” il 20 Marzo 2016)

  • Carlotta

    28 November 2015

    C’è una lei in una camera al piano terra

    del mio cuore capiente, sotto le coperte,

    spaventata.

    Dietro le croste di pittura della parete

    della stanza è nascosta una scritta:

    “C’è aria desiderante di liberazione in questa città.

    La liberazione è qui che riposa”.

    Qualsiasi sciocca celebrazione di Carlotta

    sarebbe un gioco da bambini,

    un’illusione dell’infanzia per noi che non siamo giocattoli,

    non siamo illusioni né bambini.

    E così mi limito a pensarla come un paio di guance rosse

    in un cortile d’Ottobre innevato da studenti ingenui

    come formiche in una teca.

    Guance che emergono come rose dalla coltre dello smog,

    a chi appartengono se non ad un soffice nome che più tardi scoprirò?

    A lei che fa domande che scivolano attraverso l’imperioso respiro

    mentre nello stomaco ribollono farfalle alcolizzate di spritz.

    Incontrarla è stato un piccolo Ottobre!

    Ma non intendo celebrarla come un anniversario che passa e viene una volta sola,

    voglio gettarmi al suo fianco e servirci di energia pulita per accrescerci,

    nutrirci delle instabilità,

    ancorarmi nei suoi oceani di dolcezza,

    io e lei assimilarci come si assimila il frutto di un giardino incantato

    dopo averlo mangiato,

    festeggiarla come una Liberazione,

    a porta Lame,

    di questa città,

    assieme ansiosa e distesa,

    spirituale e terrena, come una sposa

    che sta per dire “no”.

    Chi l’avrebbe mai immaginato che ora manca come quel sessantotto che non vedrò?

    Chi l’avrebbe mai pensato che sarebbe esploso in una scuola

    Il nostro piccolo Ottobre?

  • Tramonto Euromediterraneo

    25 July 2015

    Il battito di una cascata d’acqua sotto la doccia

    sei tu che m’abbracci dall’altra parte di questo continente in tempesta

    che non sa tramutare le proprie rovine in scenografie utili al futuro

    e le proprie scene passate in roghi che infiammino il presente

    e i propri roghi in intere spiagge meridionali dove sulle zattere

    ci diamo le mani senza paura di danneggiarci

    e senza svenderci alla prima nave da crociera che ci offrirebbe petrolio

    in cambio dell’anima.

  • A dreamer sea

    25 July 2015

    Look that sea. It’s our sea.

    Our sea has never been so open. And we were looking for a land between Italy and Spain,

    between her and me.

    We were looking for, we were thirsty and we were dry almost,

    don’t lose the coast, don’t forget the coast, it’s unforgivable and brave our sea,

    but don’t forget me please, don’t forget our unforgettable hours,

    become lovers without shame,

    become shameless, remain naked lovers of nakedness,

    we should one day start to love love, we should learn to do that,

    we have to do that.

  • I bambini che giocavano coi mondi

    1 July 2015

    Ancora un bacio.
    Poi crollò anche lei.
    E intorno a loro cadde un silenzio di raccoglimento.
    I tre, due americani e una francese,
    posavano nella luce di mille torce di carta luminose
    mentre le sirene della polizia europea si avvicinavano furtive
    al nudo edificio, nudo anche lui.
    Ebbri di gioia intonavano gli ultimi orgasmi prima che lo spegnimento volgesse al termine e lasciavano cascare la cenere dell’ultima sigaretta,
    la dignità dei resistenti e dei fuggiaschi,
    la tenerezza di chi resiste e di chi scappa,
    subito prima che lo spegnimento volgesse al termine,
    ah come sei dolce spegnimento e con quanto silenzio ci accompagni
    allo spegnimento…silenzio.