Poesie

Le seguenti poesie sono opera intellettuale di Matteo Iammarrone. Nel caso in cui vogliate riprodurre/diffondere una o più poesie o parti di esse su blog, social network o altri siti web siete pregati di non dimenticare di riportare la fonte (es. “cit. Matteo Iammarrone” oppure “(Matteo Iammarrone)” dopo l’intera poesia o dopo una parte di essa).

Buona lettura.Nota: le poesie seguenti sono un estratto numericamente piccolo rispetto a quelle scelte per le pubblicazioni . Non tutte le poesie saranno pubblicate qui, ma solo una parte di esse.

  • Nella stanza di salvataggio

    3 agosto 2011

    C’è un aria,
    la stanza è forte
    l’aria è una prigione
    la stanza è una prigione,
    un emozione gradevole.

    C’è una storia,
    il narratore non esiste
    la storia è la prigione,
    il narratore è prigioniero
    e forse è l’autore.

    C’è un sisma,
    l’altra non ricambia,
    il sisma è un sospiro,
    l’altra non si sposta
    e forse è immaginazione

    C’è un chiasma
    la parola inganna ogni metrica
    il chiasma è nel tempo delle parole
    la parola l’altra la ignora,
    troppo scontata per essere vera,
    troppo vera per essere buona.


  • Vita

    26 aprile 2011

    Vomito invincibile di tormentato animo
    Veste inviolabile, tonalità arpeggiata
    Vino immischiato nel tanto amore
    Vuoto incolmabile, tuono allucinante
    Varietà ineccepibile di tumulti armoniosi

    Vacante e insensata
    ti spinge ad amare,
    a sognare,
    a sognare ed amare,
    ad odiare,
    a sognare,
    a sognare ed odiare,
    a vivere… semplicemente, vita!

  • Era come fare l’amore

    31 marzo 2011

    Parlammo con parole
    partigiane,
    scivolando su
    particolari paranoie.

    Partimmo da
    partigiane polveriere
    schiantandoci contro
    sistemi senza tregue e frontiere.

    Cantammo di libertà
    limitrofe e lontane
    ostentando sentiti
    scontri sentimentali.

    Era come sabotare occasioni occidentali
    Era come acculturarsi di canzoni
    Era come fare l’amore.


  • Tutte le scivolava addosso

    4 marzo 2011

    Tutto le scivolava addosso
    come un breve scroscio
    di acqua alla riva
    che verso la cascata partiva.

    Spero che non tutto le scivoli dentro,
    sul suo motore di movimento,
    l’onda che ritorna
    dal centro.

    Tutto le scivolava addosso,
    come il nero tenebroso dell’inchiostro,
    che crudele si sparge sulla pagina
    e ti urla “Immagina!”

    Spero che non tutto le scivoli sul cuore,
    che sia apparenza il non ricambiato amore,
    come il formicaio che sembra vuoto,
    come tutti i misteri svelati all’ignoto.

Pensare dunque essere