Poems/Dikter/Poesie

Le seguenti poesie sono opera intellettuale di Matteo Iammarrone. Nel caso in cui vogliate riprodurre/diffondere una o più poesie o parti di esse su blog, social network o altri siti web siete pregati di non dimenticare di riportare la fonte (es. “cit. Matteo Iammarrone” oppure “(Matteo Iammarrone)” dopo l’intera poesia o dopo una parte di essa).

Buona lettura.Nota: le poesie seguenti sono un estratto numericamente piccolo rispetto a quelle scelte per le pubblicazioni . Non tutte le poesie saranno pubblicate qui, ma solo una parte di esse.

  • Pub Runda (sång)

    5 October 2019

    Varför använder vi varandra,

    Snälla lämna inget märke på min kropp

    Du sa att kanske ikväll jag kan vara, jag kan vara din personlig sex robot

    Jag följer inget manus, du följer ditt manus

    Rit. Fransk vin, pub runda, Falkon öl, pub runda

    Du bjöd mig på vin, pub runda

     

    Varför behöver du titta på stjärnor och röka gräs

    för att glömma att din bubbla är privat och ingen kan komma in utom en sex robot.

    Andra lång, pub runda, Falkon öl, pub runda

    Bara en kväll, pub runda

     

    Hur ska vi göra revolutionen om vi har bara en kväll
    och vi är endast sex robot?

    Jag är endast en sex robot?

    Rit. För ditt tillfälligt sex robot.

    LIVE VERSION:  https://soundcloud.com/matteo-iammarrone/pub-runda

  • Spårvägen som dog

    13 September 2018

    Aristotle och Freud ville gärna undervisa mig i dechiffrera mina natters drömmarna.

    Omedvetna var de att jag befinner mig i ett lilla hus, 

    överväldiga av kläderna,

    full av fickor, 

    rika på meningar. 

    Djupa kärlek inge

    inte dig inte jag

    inga framtids minner

    bara matchar,

    dator

    och din meddelande som 

    den tolkning av drömmarna som jag har tappat,

    på en spårväg mot framtid,

    på en spårväg som dog.

  • Untitled

    25 July 2018

     

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    Ci siamo appassionati agli ultimi per strada
    a coloro che gli davano voce,
    Pasolini Pier Paolo, Lorca Garcia Federico.
    Che non lasciavano nelle polveri sottili
    marcire le violenze degli ultimi dimenticati.

    Quando abbiamo cominciato ad assomigliargli
    abbiamo smesso di credere
    che fosse possibile prenderci cura di noi stessi,
    senza un Dio,
    senza uno Stato,
    un Partito vero o uno stipendio dove va l’uomo o la donna o il transgender moderno?

    Privato della capacità di riconoscere gli squarci,
    di distinguere uno schiaffo da una carezza,
    un urlo di dolore da un orgasmo,
    di dormire all’aperto per imparare a nominare la notte e i suoi corridoi di pianti
    e eserciti di lupi furiosi,

    di curarsi i ginocchi sbucciati,
    di rialzarsi dopo essere caduto in una buca,
    le lamiere, la penna, la spada e la fetta di letto che aizza i pensieri,
    la fetta di torta che li vizia.

    L’odio come frutto acerbo
    e la stanchezza come conseguenza logica spalano via con forza meccanica
    ogni alito di calore dal melodramma
    ogni traccia di espressione poetica dalla tragedia,
    ogni artificio raffinato dai discorsi,
    ogni briciola di stelle dai manici delle chitarre scordate.

    Ogni memoria di quel giorno in cui la notte fu passata altrove,
    all’ombra di palme sotto cui case variopinte
    furono visti scintillare i colori di tutte le ferite che ci eravamo procurati,
    di tutti i giorni in cui era stata illusa dalle agenzie turistiche
    che una serenità costante in un cielo sempre uguale le avrebbe riequilibrato l’umore.

    Tutte le notti passate ad ignorare le corde delle emozioni così come quelle più tangibili degli strumenti
    e i colori variopinti delle ferite che continuavano a scorrere a confondere la monotonia ottusa di un mediterraneo furioso e piatto come il suo corpo sbirciato dalla luna.

    Nessuna terapia li avrebbe fermati,
    non un cambio di idioma
    non una nuova rotta nell’imperdonabile ingenuità di poter essere radicalmente altro altrove.

    Granada, 20/07/2018.

  • Chocolate from Heaven

    10 January 2018

    I got as a gift from her a piece of paper in which one day fancy dark chocolate from Belgium was wrapped in.

    “Chocolate From Heaven” was the name on the package.

    Every night the Heaven detached from my wall.

    Every morning I was used to hang it on again

    My trials to patch the Heaven is what she had in mind when she gave  me the Chocolate.

    The Chocolate is a daily exercise to remember about us,

    a way-out from the european geography of suffocation.

    Matteo Iammarrone.

  • La tolleranza delle strade oggi

    19 July 2017

    La tolleranza delle strade oggi è meno di tre: le fanno tutte così.

    Strette. E colme di barriere architettoniche che scoraggiano ogni espressione d’amore che vada oltre il due, che tenda al numero di tutti rami che possono incontrarsi

    in tutte le specie di alberi che ci sorgono dal petto.

    Sotto coprifuochi senza armi e soli spenti dalla polizia monogama

    i passanti hanno obbedito ai seguenti ordini:

    rimanere fermi sui rulli passeggio dei viali,

    alzare gli scudi contro gli amanti alieni,

    aiutarsi coi marchingegni nascosti

    a deviare, anche a costo di morire,

    i baci-razzi…che erano due, tre, quattro,

    che tendevano al numero di astri che uno sguardo illimitato può catturare

    in un universo dove ciascuno ne abbia uno.

    I passanti stavano ancora obbedendo quando, frantumatesi nel vento le ultime difese,

    trinceratisi dietro un fast food e sotto un finale rassicurante,

    con il coltello del pane e una cerimonia sublime,

    si sono accecati per non vedere l’Amore

    negli schermi delle telecamere a circuito chiuso di un ostello del centro.