Poesie

Le seguenti poesie sono opera intellettuale di Matteo Iammarrone. Nel caso in cui vogliate riprodurre/diffondere una o più poesie o parti di esse su blog, social network o altri siti web siete pregati di non dimenticare di riportare la fonte (es. “cit. Matteo Iammarrone” oppure “(Matteo Iammarrone)” dopo l’intera poesia o dopo una parte di essa).

Buona lettura.Nota: le poesie seguenti sono un estratto numericamente piccolo rispetto a quelle scelte per le pubblicazioni . Non tutte le poesie saranno pubblicate qui, ma solo una parte di esse.

  • Lettera da un’epoca che accuso

    8 febbraio 2017
    Del malessere si può fare un’arte
    le ultime parole di Michele
    prima di morire da filosofo
    l’arte di spiegare perché lo si sta facendo.
    I giornalisti pagati per raccontare
    quelli in alto per somministrargli il veleno.
    Sono stufo di sprecare sentimenti, desideri e chiedersi cos’è vincere
    sono stufo di sentirmi dire che chi è sensibile avrà un reddito garantito
    il sonno antropologico del mondo quello dei trentenni cancellato dai sessantenni sessantottini.
    Quando cadde sul pavimento
    San Remo in onda già stava andando
    cantando canzoni d’amore vuoto speravano che nessuno seguisse l’esempio
    La mia epoca la accuso di alto tradimento come una matrigna che non ha accolto suo figlio
    la mia vendetta è questa se sarete più bravi quando avrete fame ne troverete una migliore
    M.Iammarrone
  • #Tomorrowland 6

    25 novembre 2016

    Nessun odio nell’amore che abbiamo fatto
    solo la volontà di trovare un punto medio
    tra Stoccolma e Roma
    un desiderio di sintesi
    una stanza segreta
    un pianoforte su un panorama selvaggio
    tra i boschi, il mare
    e le catene.

    Matteo Iammarrone
  • Tomorrowland #4

    29 ottobre 2016

    Innamorati pure dei guanti visto che non possiamo vederci le mani
    Innamorati delle dolci parole dei discorsi seri
    Innamorati pure di un solo capello visto che non puoi vederli tutti
    D’oro e timido spunta dal berretto a prova di inverno
    Preferibilmente goduto sotto gli zero degli anni e dei gradi

    Matteo Iammarrone

  • Svezia #1

    8 ottobre 2016

    Da queste latitudini sembri lontana come la sonda della Nasa

    mandata a morire oltre i cancelli di accesso della Via Lattea

    E da laggiù devo sembrarti un minuscolo pinguino

    che blocca la strada percorsa da jeep su ghiacciai sempre più radi

    Quei puntini inchiodati da un bimbo che si diverte a crederle stelle

    quelle stelle così visibili sono il segno che morirò congelato

    prima di raggiungere il tuo appartamento

    e il dono della sintesi.

    Il calzino sinistro ha un buco nero,

    è per entrarti dentro senza passare dalla serratura.

    Da queste latitudini tutto è un gioco,

    un esercizio di prospettiva.

    Le porte d’emergenza per fuggire dagli incendi prematuri

    sono tutte occupate

    da quelli che non sono riusciti a montarsi i mobili da soli.

    M.Iammarrone

  • Per non crollare

    28 luglio 2016

    È caduto il regime del nostro amore.
    Era un régime di libertà immensa
    e immersa nelle carni nostre.
    Si è disgregato come il volto di un vecchio
    man mano che rimuovevi gli stendardi,
    le foto, le firme sotto le poesie,
    i video pornografici che abbiamo recitato assieme.

    È stato esiliato chissà dove
    da una lógica a noi estranea
    di una storia incompresa dalla Storia umana.

    Forse su un pianeta senza stagni né Narcisi
    forse su di uno senza convenzioni né poliamori,
    senza uomini né costanti discussioni su come stare bene.

    È caduto il monumento che ci raffigurava
    in Via del parlamento
    con un tonfo ha ucciso il futuro,
    ha ucciso un bambino mai nato che passava di là
    e a sua volta sperava di essere raffigurato.

    Ora stanno scappando tutti verso geografie malcelate i sentimenti
    mentre ti spaventi di poter riuscire a giustiziarli
    ma tu vuoi lasciarli scappare,
    non li vuoi giustiziare.

    Ora sono tornati normali i parenti,
    il tuo profilo facebook assalito dai complottisti e dagli spasimanti.
    Nelle ultime ore
    sono state detonate
    centinaia di mie facce.
    Il passato viene riscritto con la tecnologia.
    Resteranno macerie niente male
    per un museo di ricordi.
    Resteranno le macerie di una tela bucata.
    E quando i figli senza dio
    che avrai con qualcuno che non sono io
    ti chiederanno che significa
    ti sarai dimenticata
    che era l’hummus di grattacieli
    progettati per andare oltre,
    e non crollare mai.

    Matteo Iammarrone

Chi sono

Mi chiamo Matteo Iammarrone, classe 1995. Vent'anni di cui almeno gli ultimi cinque passati a gironzolare qua e là per l'Italia e non solo. Altri impiegati in webdesign e programmazione.
Moltissimi altri impiegati a scrivere canzoni e poesie e ad usufruirne. Attualmente studio Filosofia presso l'Università di Bologna e cerco di sopravvivere ai suoi anni dieci (gli anni zero sono già morti da un pezzo!)

Non si esce sani dagli annidieci

La mia nuova silloge poetica edita con L'oceano nell'anima edizioni. Poesia intermezzata da prosa che la contestualizza, la introduce, la commenta. Un linguaggio in parte devoto al gergo giovanile e ai nuovi inglesismi, così come al cantautorato indie. Un affresco di sentimenti inclusivi, poliamori, storie poliglotte, polifunzionali, amori mai banali, liberi dall'ingombro del vecchio mondo. Riflessioni sulle narrazioni romantiche dominati, sulla proprietà, sul futuro del capitalismo e sul futuro stesso della poesia che è il futuro dell'uomo.

Ordina Libro Ordina E-book

Maggiori info

Presentazioni: - Pescara, 8 Luglio 2016 - H21:45 - Circolo Babilonia (Via Campobasso); - San Severo (Fg), 18 Luglio 2016 - H20:00 - I Sotterranei (Corso Gramsci) - Bari, 2 Agosto 2016 - Ex Caserma Liberata BOLOGNA, 9 Dicembre 2016 - Poco ma buono (Via dell'Unione) (Per organizzare nuove presentazioni scrivetemi a contatto@matteoiammarrone.com o dalla sezione Contatti)
(Poems in swedish language)

Statistiche

Frase del giorno

Cerca treni

Stazione di partenza (es. "Pescara Centrale"): Stazione di arrivo (es. "Roma Tiburtina")