Pasolini è ancora vivo

Come ho scritto anche su facebook, nonostante tutto, nonostante il petrolio, nonostante il governo dei petrolieri…Pasolini è ancora vivo!
Questo il titolo del brano estratto dall’album MUSICA DI SCIMMIE dei FITZROY, in uscita i primi di Maggio su tutte le piattaforme digitali.

Ho incontrato un vecchio sotto un portico isolato
Aveva detto “ragazzo” prima di stroncarmi il fiato
L’ho incontrato di notte che Bologna dormiva
occhiali neri da intellettuale e rughe partigiane
Io gli ho chiesto chi fosse mi ha risposto lo sai
Tirò fuori dal blazer un ritaglio di giornale
E mi ha detto all’orecchio sai tenere un segreto
La mia vita violenta l’ho riscritta in soffitta
Mi credevano morto, brutalmente ammazzato
Come Socrate e Tenco, sono stato tradito
Non era lui all’idroscalo, Pasolini è ancora vivo!
Ho incontrato Pier Paolo sotto un portico isolato
Rileggeva “Petrolio” non avevamo bevuto poco

I met an old man under a hidden arcade
He said “hey” before he took my breath away
I met him while Bologna slept
Smart black shades and a fighter’s face
I asked “who are you?” he answered “you know.”
He pulled out from his blazer a newspaper page
And he said in my ear, can you keep a secret?
My violent life, I rewrote it in the attic
People thought I was dead, brutally assassinated
Like Socrates and Tenco, abandoned by the world
It was not him on the seaplane, Pasolini is still alive!
I met Pier Paolo under a hidden arcade
He was writing “Oil” we drank more than a little
(Translated by Michelle Jia)

“Lettera ad una prigioniera politica” premiata “per aver osato”

Alla mia composizione “Lettera ad una prigioniera politica” è stato assegnato il premio speciale “Per aver osato” nell’ambito del concorso “Una perla per l’oceano” organizzato dall’associazione poetica e piccola casa editrice “L’oceano nell’anima” (http://www.oceanonellanima.it/CC_varie15.php?scelta=risultati&page=1&pageau=1).

“Tutta la foga degli anni giovanili di chi freme in attesa del riscatto di una società idealizzata, che rompe gli argini dei valori che dovevano essere pilastri su cui poggiare le spalle durante il percorso di crescita per una giusta convivenza civile e sociale. La ricerca di un equilibrio nell’esistenza, in un’originalità descrittiva ricca di graffianti connotazioni lessicali che implodono nel testo, ben articolato di una mente che viaggia su binari che deragliano dall’ovvio e dalla banalità. Tesi e antitesi a confronto, in cui ritmo, semantica, suono, si sposano naturalmente lenendo il pragmatismo storico a favore della passionalità e del determinismo in cui, nonostante le disillusioni, fantasia e cuore signoreggiano.

In fondo all’amarezza, la più grande aspirazione è, e rimane l’avvento del tempo dell’Amore” (cit.)

Ci aggiungo io: la chiave di lettura di questo testo è tutta condensata nel verso di  un vecchio canto di lotta di Gianfranco Manfredi (Liberiamo) che recita: “siamo tutti prigionieri politici”. Nello specifico il testo si riferisce alla condizione femminile prevalente in troppe parti del nostro Paese, alle figlie delle casalinghe maschiliste dell’Italietta cattolica e provinciale, alle barriere di odio che innalza l’illusione di stare praticando amore. Ecco, quelle donne relegate alla sfera privata in nome di inutili paure, relegate da altre donne complici del macho sessista che le ha cresciute sono tutte, in senso ampio, “prigioniere politiche”, “siamo tutti prigionieri politici”!

Una colata di cemento e repressione
ci tiene incollati alle finestre di non più verdi città,
vite di conservanti e carte da pacchetti.
Come una nuvola si sfoga su fili elettrici scoperti
i vuoti d’aria degli spazi chilometrici
cortocircuitano i sentimenti che imboccano sentieri eretici
tuttavia mai arresi all’idea di non tornare ortodossi.
Ma come si combatte la sola malattia da cui si può essere affetti a vent’anni?
Intanto costruisciti la cura,
tu che puoi,
tu che mi hai portato su un’autostrada per l’Everest quando le acque del pianeta si mangiavano la terra,
tu fiume dove bere e perdere la memoria dei traumi della società passata.
Un’ora d’aria non vale l’altra.
Concediti la tua ora d’aria dall’altra parte del muro di Berlino,
al capolinea opposto di un treno senza orario,
e interroga le piogge prigioniera delle tue montagne apprensive,
con le tue maniere dolci,
interroga le tue compagne di cella
e convinci il tempo degli altri
a ritirarsi dal viaggio,
il tempo di quelli per cui noi
non avremmo che attimi,
loro non hanno che attici.
Non dargli scampo,
l’amore richiede un po’ di futuro.

Non si esce sani dagli anni dieci silloge

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Non si esce sani dagli anni dieci” conterrà poesie che declamo nei LIVE e tante altre che non si conoscono, oltre a reportage dei miei viaggi pubblicati estemporaneamente su questo blog.

Non si esce sani dagli anni dieci” sarà una raccolta di “componimenti che osano passare per fugaci e transitori, fremono dell’intima gioia di toccare il fuoco di questi anni con mano e bruciarsi, vogliono scottarsi, vogliono scottarvi e indurvi alla fuga, ad una fuga rocambolesca e spaziale, magari su Marte, sotto le effigi di una nuova civilizzazione, postuma ad una precedente decolonizzazione di ogni immaginario romantico ed economico, una fuga senza barconi però e senza astronavi, a piedi nudi sulle macerie taglienti e con le piante sanguinanti”

Non si esce sani dagli anni dieci” sarà dunque una raccolta di poesie intermezzate da brevi parti in prosa che le contestualizzano, le introducono, le commentano. Ho voluto utilizzare per gran parte delle composizioni un linguaggio per lo più vicino al gergo giovanile, ai nuovi inglesismi, a quello del cantautorato indie da cui sono massicciamente influenzato.

Non si esce sani dagli anni dieci” sarà una un affresco di amori inclusivi, sentimenti poliamorici, poliglotti, polifunzionali, amori mai banali, erotismi di viaggi che non sono folli, sono oltre. Poesie d’amore sì, poesie romantiche sì, ma senza gli ingombri del vecchio mondo.

Potrebbe essere tutto questo.

E una piccola casa editrice è interessata a pubblicarle, ma chiede un piccolo contributo iniziale per sostenere le spese delle prime copie. Donando pochi euro mi aiuterai in quest’impresa che ha il sapore di un piccolo sogno e, al termine della campagna, riceverai i premi che potranno consistere in una copia a prezzo stracciato del libro, in una copia autografata oppure in un live nel tuo locale o a casa tua o in un ringraziamento pubblico sul mio sito o su facebook.

http://kapipal.com/it/projects/non-si-esce-sani-dagli-anni-dieci/

Chi sono

Mi chiamo Matteo Iammarrone, classe 1995. Vent'anni di cui almeno gli ultimi cinque passati a gironzolare qua e là per l'Italia e non solo. Altri impiegati in webdesign e programmazione.
Moltissimi altri impiegati a scrivere canzoni e poesie e ad usufruirne. Attualmente studio Filosofia presso l'Università di Bologna e cerco di sopravvivere ai suoi anni dieci (gli anni zero sono già morti da un pezzo!)

Non si esce sani dagli annidieci

La mia nuova silloge poetica edita con L'oceano nell'anima edizioni. Poesia intermezzata da prosa che la contestualizza, la introduce, la commenta. Un linguaggio in parte devoto al gergo giovanile e ai nuovi inglesismi, così come al cantautorato indie. Un affresco di sentimenti inclusivi, poliamori, storie poliglotte, polifunzionali, amori mai banali, liberi dall'ingombro del vecchio mondo. Riflessioni sulle narrazioni romantiche dominati, sulla proprietà, sul futuro del capitalismo e sul futuro stesso della poesia che è il futuro dell'uomo.

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Maggiori info

Presentazioni: - Pescara, 8 Luglio 2016 - H21:45 - Circolo Babilonia (Via Campobasso); - San Severo (Fg), 18 Luglio 2016 - H20:00 - I Sotterranei (Corso Gramsci) - Bari, 2 Agosto 2016 - Ex Caserma Liberata BOLOGNA, 9 Dicembre 2016 - Poco ma buono (Via dell'Unione) (Per organizzare nuove presentazioni scrivetemi a contatto@matteoiammarrone.com o dalla sezione Contatti)
(Poems in swedish language)

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