Riflessioni, poesia e sfogo

Pasolini è ancora vivo.

Ho incontrato un vecchio ieri notte

se ne stava rannicchiato in un vicolo isolato

sotto le stelle di di un portico poco frequentato

non aveva occhi,

ma rughe partigiane e occhiali neri da intellettuale.

Ho incontrato un vecchio che mi ha stroncato il fiato

quando mi ha detto che Pasolini non sarebbe morto.

Per Piaolo se ne starebbe in un soffitto della sua Bologna

scalzo e novantenne a scrivere per non pubblicare

a tramandare e custodire

misteri da non dire,

per non farli tramontare.

 

 

E quel corpo sfregiato rinvenuto all’idroscalo

non sarebbe il suo, ma di un qualche altro angelo sacrificato.

 

Ho incontrato un vecchio

abbiamo brindato al buio e al buon senso

dello scrivere di umili persone

ad Enrico Mattei, fatto cadere perché voleva volare,

a qualche vecchia poesia,

ai proletari tra quelli della polizia.

Abbiamo scherzato sulle sentinelle

in allerta per i figli della luna,

sui Napoleone alla conquista dellI’Italia,

sulle post-democrazie, sulle nuove introspezioni

e le vecchie dee che sanno ancora far sperare.

Ho incontrato Pier Paolo ieri notte dopo aver suonato,

rileggeva “Petrolio”,

sotto un portico isolato,

avevano freddo le sue scarpe rotte,

non avevamo bevuto poco.

M.Iammarrone

Pasolini è ancora vivo!” mi tuonava un signore anziano l’altra notte, dopo che avevo finito di suonare in un locale. Ero nei pressi di Piazza Aldrovandi (Bologna centro). Ho raccontato l’esperienza in un post di facebook agli internauti che mi seguono. E ci sono cascati in molti. Chissà quali suggerimenti, quali analisi, quali considerazioni sulla nostra era politica e sociale Pier Paolo Pasolini ci avrebbe regalato se solo, se solo per davvero non fosse stato bastonato quella volta da  chi l’ha voluto e lo voleva assolutamente morto.

 

Co-produci il primo album (con etichetta) dei Fitzroy!

Questo non è né un mini-saggio di politica, né una riflessione filosofica, né tanto meno una poesia.

Questo è invece un appello.

Oltre a cantare e suonare come singolo, come vi avevo annunciato e fatto capire più di una volta, sono anche penna e voce di un progetto electro-indie nato da circa un anno sulle ceneri di un altro che invece pre-esisteva da diversi anni: ci chiamiamo FITZROY (come il quartiere di Melbourne e come il capitano a capo della spedizione che portò Charles Darwin in giro per il mondo).

Dopo esserci sbattuti parecchio nel corso del 2014 per il nostro nuovo e più maturo lavoro (Luci, lampi e luminose sconfitte), abbiamo provato a cercare etichette indipendenti che ci promuovessero e ci siamo riusciti, ricevendo buoni riscontri. Quella con cui però vorremmo firmare il contratto ci ha (giustamente) chiesto di ri-registrare l’album più professionalmente, seguiti da loro, in un vero studio, nelle campagne di Ferrara, in una full-immersion in Agosto.

Per fare ciò ci servono fondi e per sostenere tali spese abbiamo avviato una campagna di crowdfunding su musicraiser.


In cambio di un contributo ci sono esclusive e fantastiche ricompense!!

Un aiuto a noi è un aiuto alla musica nuova.

Grazie.

PER CONTRIBUIRE: http://www.musicraiser.com/it/projects/4008-luci-lampi-e-luminose-sconfitte

 

A voi che illuminate i miei scaffali

Anche se qui, fuori di me,

tutto è stato digitalizzato,

il presente, il futuro, il passato

le vostre passeggiate dentro di me

sono ancora tangibili,

più reali di un cuore sulla via di una tachicardia

da orgasmo.

A voi che illuminate gli scaffali della mia biblioteca interiore,

in un ricerca incessante che non si ferma ai titoli,

devo quanto meno una dose inquantificabile di elettricità,

anche se obietterete che non vi devo niente,

io ve la dono comunque, senza per questo però pretendere

che continuiate ad illuminare quei titoli, ad aggirarvi per questa

biblioteca che è dentro di me, dove alcuni ricordi sono chiari e disponibili

ed altri aspettano invece di essere scoperti da voi due,

dalle vostre luci, dalle vostre torce curiose, sane, amabili.

Senza per questa ragione farvi la guerra: ce n’è per tutti, ce n’è per più di una.

A quest’ora lo sfogli tu un ricordo,

a quell’altra ora lo sfoglierà lei,

domani diventiamo una cosa sola io e te, ma temporaneamente (e guai a chi pensa che

sia eternamente! Perché è nella temporalità che sta l’autentico indissolubile!),

dopodomani diventiamo un’altra cosa ancora io e lei, e sempre temporaneamente,

mai in eterno, così che ricominciare sia sempre più bello e soprattutto che farsi l’amore,

con lo sfrigolare dei pensieri o col frusciare dei corpi, non diventi un automatismo.

Tra gli scaffali della mia biblioteca interiore sento i vostri passi,

e quando non ci siete avverto i miei,

e quando anche i miei non bastano (ma dannazione bisognerà pure imparare a farseli

bastare) mi nutro degli echi che hanno lasciato i vostri. Consulto i cassetti della

memoria e rispolvero quelli dell’inconscio. Faccio lo stesso nelle vostre biblioteche, e

sempre col vostro permesso: ci trovo altri bibliotecari a farmi compagnia e di libri da

leggere, da sottolineare e da ricatalogare ce n’è per tutti, ce n’è a iosa!

A voi che illuminate i miei scaffali: energizziamoci tutti assieme e facciamolo sul serio,

come fosse un continente da alimentare il domani.

27/02/15 – M.Iammarrone

Chi sono

Mi chiamo Matteo Iammarrone, classe 1995. Diciannove anni di cui almeno gli ultimi quattro passati a gironzolare qua e là per l'Italia e non solo. Altri impiegati in webdesign e programmazione.
Moltissimi altri impiegati a scrivere canzoni e poesie e ad usufruirne. Attualmente studio Filosofia presso l'Università di Bologna e cerco di sopravvivere ai suoi anni dieci (gli anni zero sono già morti da un pezzo!)

Il mio libro

A sedici anni ho pubblicato "L'amore ai tempi del metrò"
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