60 centesimi

Clap! Clap! Un meritatissimo plauso ai professoroni del Fiani di Torremaggiore (FG), così di buona famiglia, così composti nei valori, così pacati e socratici nei metodi, così clementi con tutti gli alunni, così sopratutto…garbati, sì garbatissimi ed educati…e che altro…ah sì, così dotati di self-control…un grande plauso! Voi sì che mi avete illuminato, maestri di vita, voi sì che il 60 me l’avete appioppato perché sono venuto sotto casa a corrompervi cantandovi “Quando tornerai dall’estero” modificata con “Datemi 60 centesimi, datemi 60 centesimi”. Vi amo infinitamente, come amo il vostro “capo” (cit.) dal polso fermo, dalle scelte decise, dalla grande fermezza e saggezza.

Ma sopratutto vi ringrazio perché con questo 60 scongiuro la possibilità di intraprendere una sanguinosa carriera militare o poliziesca (è necessario 65) ed inoltre vi ricorderanno alle università in cui andrò come i coglioni che hanno messo 60 a Iammarrone, ma io vi difenderò e dirò a chi vi attaccherà: ma professore x, mi meraviglio di lei. Davvero pensa che lo spessore culturale di un individuo sia direttamente proporzionale ai suoi voti scolastici? Loro mi hanno messo 60 proprio perché li ho fatti tremare e poi lei non sa, caro Professore di Filosofia, che se mi avessero messo di più si sarebbero scatenate immense polemiche dunque mi hanno davvero fatto un favore, così mi sono risparmiato i commenti degli idioti compaesani. Poi, però professore se per scrupolo dovesse essere curioso e volesse vedere la mia tesina, eccola qui:


Non sono morto: cerco solo di spiegare il poliamore agli ottusi

Dopo ben due mesi di assenza mi faccio vivo con questo articolo per informarvi che non sono morto (succederà, primo o poi, ma per vostra sfortuna non è ancora successo). Ebbene sì, vegeto ancora lungo i bordi arrugginiti di questa società psicopatica, con qualche novità che però mi riguarderò dal disvelarvi…anzi no, qualcosa ve la dico: da un punto di vista della scrittura sono in fermento. Il mio “L’amore ai tempi del metrò” è ancora disponibile, e continua a farmi piacere se lo comprate, lo leggete, lo apprezzate, seppure riconosco il suo essere acerbo so anche che per essere stato scritto da un ragazzino di sedici anni é un buon libro (a mio avviso il punto debole sono i dialoghi poco credibili e, per alcuni la tecnica narrativa troppo “artificiosa”; ma la visione “generazionale”, la ricostruzione del contesto metropolitano, i paesaggi urbani e non, il tormento interiore di Lorenzo sono punti di forza che fanno del libro un romanzo psicologico di formazione utile ai più giovani per rispecchiarcisi e ai più grandi per capire i più giovani). Andiamo però oltre e arriviamo al dunque: in questi due (quasi tre) anni dall’uscita de “L’amore ai tempi del metrò” ho avuto modo di divorare tantissimo altro (da manoscritti filosofici a romanzi interiori come “La nausea” di Giampaolino Sartre; dal realismo fiabesco di Garcia Marquez al “favolismo” forse più spicciolo del sopravvalutato Paulo Coehlo), di intraprendere nuove esperienze (ed avvicinarmi ad esempio in modo più netto al movimento poliamoroso) e di maturare notevolmente nella scrittura. Dopo svariati tentativi credo di essere sulla strada giusta per un buon romanzo che sarà spiazzante, fantascientifico, suggestivo e visionario (insomma, ho riunito in un solo periodo gli aggettivi che più preferisco). Il cinema indipendente americano, a cui mi sono avvicinato ha giocato un ruolo importante in questa maturazione. Ma vi chiederete: se l’articolo si intitola “Non sono morto: cerco solo di spiegare il poliamore agli ottusi” perché questo ci ammorba le ovaie (o i testicoli, a seconda dei casi) con questa sorta di resoconto autobiografico? Prima di rispondere a questa domanda vi dico un’ultima cosa: con un gruppo di amici con cui suono da anni (e fino ad ora ci siamo chiamati “Superlativo”) abbiamo rinnovato il sound spostandoci sull’electro-indie (i testi sono sempre nella poetica lingua italiana) e presto vedremo di far uscire un buon album che vi sorprenderà. (A dire il vero vi sono millemila altri progetti, ma non vorrei dirveli tutti in una volta).

Adesso una vignetta che apparentemente c’entra poco col resto: “Diversi modi di concepire le relazioni”: è una mia traduzione

di una vignetta della comunità poliamorosa americana che secondo me potrebbe chiamarsi “Il poliamore spiegato agli ottusi” o forse no…no, sarebbe un titolo troppo pretenzioso per una vignetta che in fondo lascia insolute numerose questioni, però non sarebbe malvagia l’idea di farci un libro invece: “Il poliamore spiegato agli ottusi” (“ottusi”, informatevi prima di giudicare).

P.S. fate pure girare la vignetta su Facebook o altri social, purché poi siate in grado di dare spiegazioni esaurienti nel caso in cui gli ottusi ve le chiedano, anzi no, i veri “ottusi” non ve le chiederanno mai, loro preferisco l’utopia del possesso carnale, l’isteria dell’esclusività (che esclude gli altri e preclude le infinite possibilità di arricchirsi e di far arricchire chi si ama), le ipocrisie millenarie degli “amori disney”.

 


Per un 2014 dell’uomo nuovo

Sarò molto breve stavolta, sto scrivendo d’impeto. Sarò breve, dicevo.
Spero che questo 2014 sia un nuovo passo verso la formazione di una “umanità nuova“, una umanità di cui abbiamo bisogno tutti per continuare a definirci “umani” con la U maiuscola, una umanità “progressista” e non l’umanità “”di destra”" a cui ci educa il pensiero dominante, i cui valori fanno leva sugli istinti primordiali (e ormai obsoleti) annidati nella natura umana (l’egoismo che determina le strutture economiche del capitalismo, la mancanza di una scienza condivisa e di una vera coscienza di sé che genera le religioni e le superstizioni, ancora l’egoismo che genera amori malati monogami e possessivi, l’istinto della territorialità del villaggio che genera confini che generano a loro volta guerre, ecc…ecc…). Spero ci sia una rigenerazione. Parlo sopratutto alla mia di generazione: lasciamoci alle spalle l’incoscienza, l’indifferenza, il vivere alla giornata, il si fa, si dice, le tradizioni, l’essere pali, l’essere echi. Siamo alberi e non pali! Cominciate da voi stessi, ponetevi alcune domande. Una volta avviata la rivoluzione interiore si potrà parlare di economia e dei meccanismi che stanno alla base del nostro sistema perverso. Ma prima rivoluzionate la vostra interiorità, prima dovete capire perché mangiate certe cose piuttosto che altre (“L’uomo è ciò che mangia” diceva Feuerbach), dove hanno origine quelli che credete siano vostri desideri ma in realtà sono desideri che in anni di indottrinamento vi sono stati infusi, perché amate in un certo modo piuttosto che in un altro, perché conoscete un solo modo di amare, perché non sapete che la gelosia è l’anti-amore per eccellenza, gelosia è egoismo (in quanto non c’è nulla di più egoista del capriccioso desiderio che il vostro partner limiti le proprie esperienze per compiacervi), gelosia è insicurezza, insicurezza che qualcuno (o qualcosa) possa sottrarvi il partner, ma se è il legame è solido, è autentico come può questo accadere? Se poi c’è una presa di coscienza di un innamoramento parallelo e si riconosce questo fenomeno come “normale”(incanalandolo nel cosìdetto poliamore) come può questo accadere?
Mi si obietterà che la gelosia è un istinto naturale: vero. Come tutti gli istinti naturali ai tempi dell’età della pietra servivano alla sopravvivenza (immaginate a cosa serviva la gelosia :P ), ma anche ammazzare uno che ci ha fatto un torto è un istinto naturale e allora? Che facciamo? Ammazziamo tutti quelli che ci hanno fatto un torto o che non ci sono simpatici? No, col tempo abbiamo imparato a ponderare e ad accantonare questo istinto, così avverrà (e sta avvenendo, iniziando da noi, avanguardia poliamorosa) con la gelosia, abbiamo imparato non a reprimerla, bensì a capirla, a rimodularla, ad incanalarla.
Chiedetevi infine che senso ha tutto quello che fate ogni giorno, se ne vale davvero la pena piangere o ammazzarvi per dei fottuti e insignificanti voti scolastici, per un perverso sistema che si spaccia per educativo, si spaccia per macchina culturale ma è culturale quanto uno show di canale 5 ed è libero quanto un detenuto politico in regime 41 bis. Chiedetevelo e Buon 2014.
 
Se ti interessa il discorso sugli istinti primordiali leggi anche: Perché la gelosia è una meravigliosa opportunità