Archivi categoria: Poliamore & Non-monogamie

Demistificare un mistificato immaginario romantico

Gli uomini non possono restare bambini per sempre, devono andare ad affrontare “la vita ostile”. Questa si può chiamare “educazione alla realtà”.
(cit. Sigmund Freud)

Affrontare la “vita ostile” è anche rinunciare alle illusioni vane (e distruttive!) di tutto quel lurido immaginario infantile di “amore romantico” che film disney, letteratura rosa (e moralismo religioso) hanno forgiato. Quella cultura bambinesca che all’interno di un corpo adulto fa più danno ancora, diventa un mostro, genera delitti passionali, rivalità e femminicidi, genera nei casi più banali esclusione e frustrazione. Si tratta di demistificare dunque un immaginario millenario e riadattarlo alla realtà di un essere umano che è invece onnilaterale, unico, irripetibile, creativo, di un essere umano capace di provare sentimenti positivi per più persone contemporaneamente, di un essere umano capace di amare e di essere amato da più persone di qualsiasi sesso, di un essere umano fatto per godere anche sessualmente con più persone, fatto per dare dare e ricevere tanto da molti o anche da pochi, ma comunque da più di uno (more than one). Si tratta quanto meno di riconoscere nella gelosia uno dei mali più bizzarri e insensati di tutti i tempi, primo passo necessario per decostruirla (e decostruirla, fidatevi, è possibilissimo!) ed avvicinarsi ad un amare più autentico! Voglio avere fede nelle capacità umane e spero in un giorno in cui amare significherà per tutti quello che oggi significa per me: godere del godimento della persona/delle persone amate (da qualsiasi fonte esso provenga) e non considerarle automobili da salvare dai ladri!

Non sono morto: cerco solo di spiegare il poliamore agli ottusi

Dopo ben due mesi di assenza mi faccio vivo con questo articolo per informarvi che non sono morto (succederà, primo o poi, ma per vostra sfortuna non è ancora successo). Ebbene sì, vegeto ancora lungo i bordi arrugginiti di questa società psicopatica, con qualche novità che però mi riguarderò dal disvelarvi…anzi no, qualcosa ve la dico: da un punto di vista della scrittura sono in fermento. Il mio “L’amore ai tempi del metrò” è ancora disponibile, e continua a farmi piacere se lo comprate, lo leggete, lo apprezzate, seppure riconosco il suo essere acerbo so anche che per essere stato scritto da un ragazzino di sedici anni é un buon libro (a mio avviso il punto debole sono i dialoghi poco credibili e, per alcuni la tecnica narrativa troppo “artificiosa”; ma la visione “generazionale”, la ricostruzione del contesto metropolitano, i paesaggi urbani e non, il tormento interiore di Lorenzo sono punti di forza che fanno del libro un romanzo psicologico di formazione utile ai più giovani per rispecchiarcisi e ai più grandi per capire i più giovani). Andiamo però oltre e arriviamo al dunque: in questi due (quasi tre) anni dall’uscita de “L’amore ai tempi del metrò” ho avuto modo di divorare tantissimo altro (da manoscritti filosofici a romanzi interiori come “La nausea” di Giampaolino Sartre; dal realismo fiabesco di Garcia Marquez al “favolismo” forse più spicciolo del sopravvalutato Paulo Coehlo), di intraprendere nuove esperienze (ed avvicinarmi ad esempio in modo più netto al movimento poliamoroso) e di maturare notevolmente nella scrittura. Dopo svariati tentativi credo di essere sulla strada giusta per un buon romanzo che sarà spiazzante, fantascientifico, suggestivo e visionario (insomma, ho riunito in un solo periodo gli aggettivi che più preferisco). Il cinema indipendente americano, a cui mi sono avvicinato ha giocato un ruolo importante in questa maturazione. Ma vi chiederete: se l’articolo si intitola “Non sono morto: cerco solo di spiegare il poliamore agli ottusi” perché questo ci ammorba le ovaie (o i testicoli, a seconda dei casi) con questa sorta di resoconto autobiografico? Prima di rispondere a questa domanda vi dico un’ultima cosa: con un gruppo di amici con cui suono da anni (e fino ad ora ci siamo chiamati “Superlativo”) abbiamo rinnovato il sound spostandoci sull’electro-indie (i testi sono sempre nella poetica lingua italiana) e presto vedremo di far uscire un buon album che vi sorprenderà. (A dire il vero vi sono millemila altri progetti, ma non vorrei dirveli tutti in una volta).

Adesso una vignetta che apparentemente c’entra poco col resto: “Diversi modi di concepire le relazioni”: è una mia traduzione

di una vignetta della comunità poliamorosa americana che secondo me potrebbe chiamarsi “Il poliamore spiegato agli ottusi” o forse no…no, sarebbe un titolo troppo pretenzioso per una vignetta che in fondo lascia insolute numerose questioni, però non sarebbe malvagia l’idea di farci un libro invece: “Il poliamore spiegato agli ottusi” (“ottusi”, informatevi prima di giudicare).

P.S. fate pure girare la vignetta su Facebook o altri social, purché poi siate in grado di dare spiegazioni esaurienti nel caso in cui gli ottusi ve le chiedano, anzi no, i veri “ottusi” non ve le chiederanno mai, loro preferisco l’utopia del possesso carnale, l’isteria dell’esclusività (che esclude gli altri e preclude le infinite possibilità di arricchirsi e di far arricchire chi si ama), le ipocrisie millenarie degli “amori disney”.

 

Per un 2014 dell’uomo nuovo

Sarò molto breve stavolta, sto scrivendo d’impeto. Sarò breve, dicevo.
Spero che questo 2014 sia un nuovo passo verso la formazione di una “umanità nuova“, una umanità di cui abbiamo bisogno tutti per continuare a definirci “umani” con la U maiuscola, una umanità “progressista” e non l’umanità “”di destra”” a cui ci educa il pensiero dominante, i cui valori fanno leva sugli istinti primordiali (e ormai obsoleti) annidati nella natura umana (l’egoismo che determina le strutture economiche del capitalismo, la mancanza di una scienza condivisa e di una vera coscienza di sé che genera le religioni e le superstizioni, ancora l’egoismo che genera amori malati monogami e possessivi, l’istinto della territorialità del villaggio che genera confini che generano a loro volta guerre, ecc…ecc…). Spero ci sia una rigenerazione. Parlo sopratutto alla mia di generazione: lasciamoci alle spalle l’incoscienza, l’indifferenza, il vivere alla giornata, il si fa, si dice, le tradizioni, l’essere pali, l’essere echi. Siamo alberi e non pali! Cominciate da voi stessi, ponetevi alcune domande. Una volta avviata la rivoluzione interiore si potrà parlare di economia e dei meccanismi che stanno alla base del nostro sistema perverso. Ma prima rivoluzionate la vostra interiorità, prima dovete capire perché mangiate certe cose piuttosto che altre (“L’uomo è ciò che mangia” diceva Feuerbach), dove hanno origine quelli che credete siano vostri desideri ma in realtà sono desideri che in anni di indottrinamento vi sono stati infusi, perché amate in un certo modo piuttosto che in un altro, perché conoscete un solo modo di amare, perché non sapete che la gelosia è l’anti-amore per eccellenza, gelosia è egoismo (in quanto non c’è nulla di più egoista del capriccioso desiderio che il vostro partner limiti le proprie esperienze per compiacervi), gelosia è insicurezza, insicurezza che qualcuno (o qualcosa) possa sottrarvi il partner, ma se è il legame è solido, è autentico come può questo accadere? Se poi c’è una presa di coscienza di un innamoramento parallelo e si riconosce questo fenomeno come “normale”(incanalandolo nel cosìdetto poliamore) come può questo accadere?
Mi si obietterà che la gelosia è un istinto naturale: vero. Come tutti gli istinti naturali ai tempi dell’età della pietra servivano alla sopravvivenza (immaginate a cosa serviva la gelosia :P), ma anche ammazzare uno che ci ha fatto un torto è un istinto naturale e allora? Che facciamo? Ammazziamo tutti quelli che ci hanno fatto un torto o che non ci sono simpatici? No, col tempo abbiamo imparato a ponderare e ad accantonare questo istinto, così avverrà (e sta avvenendo, iniziando da noi, avanguardia poliamorosa) con la gelosia, abbiamo imparato non a reprimerla, bensì a capirla, a rimodularla, ad incanalarla.
Chiedetevi infine che senso ha tutto quello che fate ogni giorno, se ne vale davvero la pena piangere o ammazzarvi per dei fottuti e insignificanti voti scolastici, per un perverso sistema che si spaccia per educativo, si spaccia per macchina culturale ma è culturale quanto uno show di canale 5 ed è libero quanto un detenuto politico in regime 41 bis. Chiedetevelo e Buon 2014.
 
Se ti interessa il discorso sugli istinti primordiali leggi anche: Perché la gelosia è una meravigliosa opportunità