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Nella stanza di salvataggio

C’è un aria,
la stanza è forte
l’aria è una prigione
la stanza è una prigione,
un emozione gradevole.

C’è una storia,
il narratore non esiste
la storia è la prigione,
il narratore è prigioniero
e forse è l’autore.

C’è un sisma,
l’altra non ricambia,
il sisma è un sospiro,
l’altra non si sposta
e forse è immaginazione

C’è un chiasma
la parola inganna ogni metrica
il chiasma è nel tempo delle parole
la parola l’altra la ignora,
troppo scontata per essere vera,
troppo vera per essere buona.


Vita

Vomito invincibile di tormentato animo
Veste inviolabile, tonalità arpeggiata
Vino immischiato nel tanto amore
Vuoto incolmabile, tuono allucinante
Varietà ineccepibile di tumulti armoniosi

Vacante e insensata
ti spinge ad amare,
a sognare,
a sognare ed amare,
ad odiare,
a sognare,
a sognare ed odiare,
a vivere… semplicemente, vita!

Era come fare l’amore

Parlammo con parole
partigiane,
scivolando su
particolari paranoie.

Partimmo da
partigiane polveriere
schiantandoci contro
sistemi senza tregue e frontiere.

Cantammo di libertà
limitrofe e lontane
ostentando sentiti
scontri sentimentali.

Era come sabotare occasioni occidentali
Era come acculturarsi di canzoni
Era come fare l’amore.