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Organizzare una Rivoluzione
Scritto il luglio 3rd, 2010 286 commentiEcco a voi alcune riflessioni interessanti su una possibile rivoluzione italiana, prese da una pagina web:

“Premesso che, soprattutto per l’ italia, un “vero cambiamento” potrebbe esserci senza che ci fosse una “vera rivoluzione”, e viceversa una “vera rivoluzione” senza un “vero cambiamento”, (il che sarebbe molto peggio della prima ipotesi) innanzitutto penso che sarebbe necessario:
a) cominciare a definire e distinguere i “cambiamenti” che non hanno obbligatoriamente bisogno della “rivoluzione”, in modo di potere costruire il “fronte ampio” necessario (indispensabile) e possibile per portare avanti questa prima fase.
b) avere la capacitá di andare oltre le affermazioni generali e generiche contenute, ad esempio nella risposta di zegalvis. Tutte giuste, peró che non tengono conto dalla incapacitá dimostrata sino ad ora dalla “classe operaia” e dalle sue rappresentazioni politiche, di elaborare una proposta alternativa al modello “consumista” , che secondo me, oggi, rappresenta l’essenza negativa del “sistema capitalista” molto piú della “proprietá privata” dei mezzi di produzione (dal momento che capitalismo di stato e proprietá cooperativa lo hanno assunto come proprio).
c) avere la capacitá (quindi l’intelligenza politica) di andare oltre la forma e contenuti del modello di rivoluzione d’ottobre.
Perché solo adeguando il progetto politico alle caratteristiche socio-economiche del momento, si puó sperare di “vincere” per davvero.Ed avendo imparato una volta per tutte che NON esistono burocrati “”buoni”" cui delegare il potere in nome delle “”classi lavoratrici”".
d) Tenere presente che, per avere un minimo di probabilitá di successo, non puó essere limitata ad un solo paese.
Perché a questo punto della storia, in un mondo globalizzato, che ci piaccia o no, la “RIVOLUZIONE” o é mondiale, o non é.
In poche parole CAPIRE Marx e Lenin e Mao, non ripeterli a pappagallo senza sapere di cosa si sta parlando.
Pensare che il pensiero politico si sia fermato a quello che hanno scritto e fatto nei secoli scorsi, per quanto fondamentale sia, mi sembra una emerita idiozia.
Come quella della “fine della storia”
Come lo sprecare tante energie per parlare male del presidente del consiglio votato dalla maggioranza degli italiani.
Non é cosí che si costruisce una alternativa politica che possa vincere.
E per favore non aspettiamo il leader carismatico che risolve tutto:
“quando il partito non c’é, il partito sei tu”
come disse Ilio Barontini a Giovanni Pesce.
e con internet possimo pensare di dar vita al famoso “Intellettuale Organico Collettivo” senza dover aspettare niente e nessuno.”
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Vietato opporsi al regime su internet
Scritto il giugno 22nd, 2010 133 commenti

Il 10 giugno il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..? ?!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.
Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali. MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.
In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina , la Birmania e l’Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.
Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.
Fonte: Dipartimento Comunicazione Rifondazione Comunista
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