Per non crollare

È caduto il regime del nostro amore.
Era un régime di libertà immensa
e immersa nelle carni nostre.
Si è disgregato come il volto di un vecchio
man mano che rimuovevi gli stendardi,
le foto, le firme sotto le poesie,
i video pornografici che abbiamo recitato assieme.

È stato esiliato chissà dove
da una lógica a noi estranea
di una storia incompresa dalla Storia umana.

Forse su un pianeta senza stagni né Narcisi
forse su di uno senza convenzioni né poliamori,
senza uomini né costanti discussioni su come stare bene.

È caduto il monumento che ci raffigurava
in Via del parlamento
con un tonfo ha ucciso il futuro,
ha ucciso un bambino mai nato che passava di là
e a sua volta sperava di essere raffigurato.

Ora stanno scappando tutti verso geografie malcelate i sentimenti
mentre ti spaventi di poter riuscire a giustiziarli
ma tu vuoi lasciarli scappare,
non li vuoi giustiziare.

Ora sono tornati normali i parenti,
il tuo profilo facebook assalito dai complottisti e dagli spasimanti.
Nelle ultime ore
sono state detonate
centinaia di mie facce.
Il passato viene riscritto con la tecnologia.
Resteranno macerie niente male
per un museo di ricordi.
Resteranno le macerie di una tela bucata.
E quando i figli senza dio
che avrai con qualcuno che non sono io
ti chiederanno che significa
ti sarai dimenticata
che era l’hummus di grattacieli
progettati per andare oltre,
e non crollare mai.

Matteo Iammarrone

Un articolo a caso