Demistificare un mistificato immaginario romantico

Gli uomini non possono restare bambini per sempre, devono andare ad affrontare “la vita ostile”. Questa si può chiamare “educazione alla realtà”.
(cit. Sigmund Freud)

Affrontare la “vita ostile” è anche rinunciare alle illusioni vane (e distruttive!) di tutto quel lurido immaginario infantile di “amore romantico” che film disney, letteratura rosa (e moralismo religioso) hanno forgiato. Quella cultura bambinesca che all’interno di un corpo adulto fa più danno ancora, diventa un mostro, genera delitti passionali, rivalità e femminicidi, genera nei casi più banali esclusione e frustrazione. Si tratta di demistificare dunque un immaginario millenario e riadattarlo alla realtà di un essere umano che è invece onnilaterale, unico, irripetibile, creativo, di un essere umano capace di provare sentimenti positivi per più persone contemporaneamente, di un essere umano capace di amare e di essere amato da più persone di qualsiasi sesso, di un essere umano fatto per godere anche sessualmente con più persone, fatto per dare dare e ricevere tanto da molti o anche da pochi, ma comunque da più di uno (more than one). Si tratta quanto meno di riconoscere nella gelosia uno dei mali più bizzarri e insensati di tutti i tempi, primo passo necessario per decostruirla (e decostruirla, fidatevi, è possibilissimo!) ed avvicinarsi ad un amare più autentico! Voglio avere fede nelle capacità umane e spero in un giorno in cui amare significherà per tutti quello che oggi significa per me: godere del godimento della persona/delle persone amate (da qualsiasi fonte esso provenga) e non considerarle automobili da salvare dai ladri!

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