Un giovane gay è morto, è morto e voi lo avete ucciso

Le mani tremano, si ha poco da dire in questi casi, quasi nulla da scrivere, quasi nulla perché ciò che è accaduto l’altro ieri a Roma merita poche parole sì, ma profonde, intime, individuali e viscerali riflessioni, riflessioni che dovrebbero fare specie coloro i quali si credono assolti da ogni responsabilità, ma sono lo stesso coinvolti, coinvolti più di chiunque altro, coinvolti più di chi (forse) avrebbe potuto impedire materialmente il suicidio.

Coloro i quali sono i mandanti morali di queste vere e proprie esecuzioni, di questi suicidi indotti, dovrebbero avere il volto di quel ragazzo costantemente dinanzi agli occhi, anche se non lo conoscevano, non dovrebbero poter dormire sonni tranquilli, dovrebbero ravvedersi dalla loro coscienza sporca, dalla loro coscienza macchiata di odio e di cultura dell’annientamento dei modi di essere. E quindi chi sono questi mandanti morali?

Siete tutti voi, tutti voi che non considerate l’omosessualità e la transessualità alla stregua del colore degli occhi. Tutti voi siete complici e mandanti di quello e di tanti altri suicidi.

Tutti voi che fate battutine, che dite “frocio”, “checca”, ecc…Tutti voi che non sapete che, se proprio vogliamo parlare di cose innaturali, è la castità dei preti ad essere innaturale ed invece l’omosessualità é una caratteristica presente nella maggior parte dei mammiferi (tra cui appunto la razza umana).

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