I puffi? Comunisti Sovietici

Volevo segnalarvi del materiale affascinante che ho trovato su internet:

“Che dietro ai cartoni e ai fumetti si celino pensieri politici più o meno mascherati è ormai assodato. Dietrologie, messaggi subliminali e letture al limite del possibile non mancano. D’altra parte agiscono su menti fresche e completamente aperte quali quelle dei bambini. I media sono stati infatti uno dei campi di battaglia preferiti della guerra fredda. Cristian Fineschi vede proprio nei Puffi di Peyo un classico esempio di indottrinamento delle nuove generazioni occidentali ai principi del comunismo. Pelle blu, berretto bianco, sesso ed età indefinibili ridisegnerebbe l’idea comunista di società egualitaria senza barriere tra i sessi e tra gli individui. “I puffi si identificano l’uno con l’altro solamente grazie al ruolo che ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità”. Così, il termine ‘puffo’, che precede la qualifica del singolo, assume una funzione unificatrice sociale dei membri del villaggio. Tra le letture presentate da Fineschi quella su Gargamella è sicuramente quella più interessante. Nemico giurato dei puffi, Gargamella è la raffigurazione umana del capitalismo dal momento che vuole sterminarli trasformandoli in oro (e,quindi, in mercato). Suo gregario è il gatto Birba che, nella versione originale del cartone, si chiamava Azrael. “Il tipico nome di origine ebraica rimanda all’altro grande nemico del regime sovietico, gli ebrei”. Infine, l’economia del villaggio ideato da Peyo è pianificata e centralizzata sul modello socialista reale: non esiste moneta, la struttura si sviluppa su principi redistributivi pianificati dall’alto, il mercato è inesistente ed è impossibile rintracciare attività private volte a fini di lucro. “I puffi sono un proletariato che si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando le idee del socialismo reale – spiega – è Grandepuffo che stabilisce che cosa serve, in che quantità e quando deve essere prodotto o raccolto”. (Da “Il Giornale”).
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